Dopo settimane di attesa e riflessione, prende forma una nuova proposta civica che punta a rompere l’immobilismo politico che da anni caratterizza la vita amministrativa della città. A promuoverla è Damiano Genovese, che in un comunicato traccia un’analisi severa dell’attuale scenario politico locale. Al centro della critica, il ritorno di figure già protagoniste di precedenti esperienze amministrative considerate fallimentari e, più in generale, l’assenza di una visione strategica condivisa. “Chi ha governato male non può oggi presentarsi come soluzione”, si legge nel documento, che punta il dito non solo contro i nomi, ma anche contro un metodo politico ritenuto ormai superato e autoreferenziale. Secondo il promotore, Avellino vive da troppo tempo una fase di instabilità, segnata da amministrazioni interrotte, commissariamenti e difficoltà finanziarie. Una condizione che avrebbe progressivamente indebolito il ruolo della città come capoluogo e punto di riferimento territoriale. Da qui la scelta di costruire un’alternativa che non parta da una leadership precostituita, ma da un percorso condiviso. “Non proponiamo un nome, ma un metodo”, spiega, indicando come priorità l’ascolto dei cittadini, il coinvolgimento delle competenze e la partecipazione attiva di associazioni, giovani e mondo produttivo. Il progetto si articola in una serie di interventi concreti: dalla riqualificazione dei quartieri al rilancio delle periferie, dal sostegno al commercio locale al potenziamento della sicurezza urbana. Tra le proposte anche parcheggi gratuiti per i primi 15 minuti, nuovi spazi di aggregazione e un rafforzamento della Polizia Municipale. Particolare attenzione viene riservata anche allo sviluppo economico, con l’idea di promuovere eventi settimanali capaci di animare la città, attrarre visitatori e sostenere le attività produttive. Non mancano i riferimenti ai temi sociali e culturali: valorizzazione dei giovani, contrasto alla fuga di competenze, promozione delle arti e attenzione alle fasce più fragili restano punti centrali del programma. Il messaggio finale è un invito all’unità: le realtà civiche, moderate e riformiste sono chiamate a contribuire alla costruzione di un progetto condiviso e duraturo. “Non serve un salvatore – concludono il promotore – ma una comunità che scelga di rialzarsi”. Un segnale che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase nel panorama politico cittadino.
di Marco Iandolo

