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Avellino, Pd, corsa contro il tempo: dirigenti in rivolta

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Aprile 07, 2026
Chiesta la convocazione urgente della direzione provinciale: “Nessun candidato sindaco e coalizione ferma, così si rischia il caos elettorale”.

A poco più di venti giorni dalla presentazione delle liste al consiglio comunale di Avellino, il Partito Democratico avellinese finisce al centro di una nuova bufera interna. Un ampio fronte di dirigenti del partito ha infatti sottoscritto un documento dai toni duri, chiedendo la convocazione “urgente” della direzione provinciale e denunciando una situazione di stallo che rischia di compromettere seriamente la corsa alle prossime elezioni amministrative nel capoluogo irpino.  Nel mirino dei firmatari finisce la gestione del segretario provinciale, Alaia, accusato di non aver dato seguito alle decisioni già assunte dal partito. In particolare, si evidenzia come la prima direzione provinciale avesse chiaramente indicato la strada del “campo largo”, ovvero un’alleanza ampia con le forze progressiste e civiche già protagoniste delle ultime competizioni elettorali. Tuttavia, a detta dei dirigenti, “nessun passo in avanti è stato compiuto”.  Il nodo più urgente resta quello della candidatura a sindaco di Avellino: ad oggi il PD non ha ancora espresso un nome da proporre alla coalizione. Un ritardo che viene definito “non più rinviabile” e che alimenta preoccupazioni crescenti all’interno del partito, soprattutto in una fase in cui il tempo a disposizione si assottiglia rapidamente.  Non meno critico il giudizio sull’ultima riunione tenutasi nella sede di via Tagliamento, descritta come un passaggio che avrebbe ulteriormente ampliato le distanze tra le diverse anime del centrosinistra. Secondo i firmatari, infatti, quell’incontro avrebbe generato “incertezze e sfiducia”, rendendo ancora più difficile la costruzione di una coalizione coesa e competitiva.  Il documento porta la firma di esponenti riconducibili a diverse sensibilità interne, dall’area vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein fino a quella dell’ex senatore Enzo De Luca, passando per dirigenti legati a Rosetta D’Amelio e ad altri riferimenti locali. Un fronte trasversale che segnala come il malcontento non sia circoscritto a una singola corrente, ma attraversi in maniera diffusa il partito.  Nel testo si sottolinea inoltre la necessità di individuare “una proposta programmatica chiara e riconoscibile” e, soprattutto, un candidato sindaco capace di rappresentare “la migliore politica”, in grado di unire, dare credibilità al progetto e affrontare le sfide amministrative della città. Non manca, infine, un richiamo agli altri comuni chiamati al voto, dove – in assenza del simbolo del PD – si chiede di rispettare gli iscritti ed evitare decisioni calate dall’alto o dettate da logiche ritenute strumentali. La richiesta conclusiva è netta: convocare subito la direzione provinciale per uscire dall’impasse. In caso contrario, il rischio è quello di arrivare alle urne senza una guida condivisa e con una coalizione ancora incompiuta. Uno scenario che potrebbe pesare in maniera decisiva sugli equilibri politici del capoluogo irpino.

di Marco Iandolo