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Pratola Serra, surroga anticipata, scoppia il caso in consiglio comunale

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA
Aprile 09, 2026
Contattato il primo dei non eletti prima ancora della delibera di decadenza: dubbi su tempi e legittimità delle procedure. Il rifiuto di Elio Galdo riaccende il dibattito politico.

Una vicenda che rischia di aprire un caso politico e istituzionale. È quanto emerge dagli atti relativi alle delibere n. 13 e n. 14 del 7 aprile 2026, con cui il Consiglio Comunale ha dichiarato la decadenza del consigliere Fabrizio Graziano e preso atto della rinuncia alla surroga del primo dei non eletti, Elio Galdo.

Al centro della polemica, la tempistica delle procedure.

Secondo quanto previsto dalla normativa, la decadenza di un consigliere diventa efficace solo dopo la formale notifica all’interessato, da effettuarsi entro cinque giorni dalla deliberazione. Un passaggio essenziale, che segna il momento in cui l’atto produce effetti giuridici.  Tuttavia, dagli atti protocollati emergerebbe una sequenza diversa. L’amministrazione avrebbe infatti contattato Elio Galdo già in data 2 aprile 2026, chiedendogli la disponibilità a subentrare, quindi prima ancora della seduta consiliare del 7 aprile in cui la decadenza è stata ufficialmente deliberata. Un’anticipazione che solleva interrogativi rilevanti: la richiesta di disponibilità alla surroga sarebbe avvenuta quando la decadenza non era ancora stata formalmente dichiarata né, tantomeno, notificata. La circostanza alimenta il sospetto che l’esito della votazione fosse già dato per acquisito, con un’accelerazione dei passaggi amministrativi rispetto ai tempi previsti dalla legge. Determinante, in questo quadro, la posizione assunta da Elio Galdo. Dalla documentazione risulta che l’interessato abbia rifiutato la surroga, motivando la propria scelta con ragioni di carattere istituzionale. In particolare, Galdo avrebbe dichiarato di non voler accettare l’incarico “a seguito dell’eventuale decadenza” di un consigliere che, al momento della richiesta, non risultava ancora decaduto. Una presa di posizione che introduce un elemento politico significativo nella vicenda, ponendo l’accento sul rispetto delle procedure e dei tempi formali. Ulteriori perplessità derivano dalla delibera n. 14, approvata nella stessa giornata del 7 aprile, con cui il Consiglio ha preso atto della rinuncia. Un elemento che, di fatto, confermerebbe come l’interlocuzione con Galdo e la sua risposta fossero già state acquisite prima della seduta consiliare.

Una sequenza che, secondo osservatori e ambienti politici locali, rischia di alimentare dubbi sulla correttezza del procedimento e sulla gestione delle dinamiche istituzionali. La vicenda è destinata ora ad avere sviluppi, anche sul piano politico, in un clima che si preannuncia tutt’altro che disteso all’interno del Consiglio Comunale.

di Marco Iandolo