Clima tesissimo nel Partito Democratico irpino alla vigilia del rinnovo del Consiglio provinciale. Un vero e proprio j’accuse scuote la segreteria provinciale dopo l’esclusione di Vittorio Ciarcia, vice segretario provinciale e membro dell’assemblea nazionale, dalla lista dei candidati per Palazzo Caracciolo. A denunciare l’accaduto è una nota firmata dallo stesso Ciarcia insieme a Felice Egidio, Giovanni Egidio e Fausto Aufiero. Parole durissime, che parlano apertamente di un “atto vile e vergognoso” attribuito alla coordinatrice della segreteria provinciale del Pd. Secondo quanto ricostruito dai firmatari, Ciarcia aveva manifestato la propria disponibilità a candidarsi nella lista del Partito Democratico per le elezioni provinciali, ricevendo – si legge – l’assenso di diversi dirigenti, tra cui anche il segretario regionale. Giovedì 19 febbraio sarebbe stato contattato dalla coordinatrice della segreteria per formalizzare la candidatura. La sottoscrizione, riferiscono, è avvenuta nel pomeriggio presso la sede provinciale di via Tagliamento. La sorpresa – e la rottura definitiva – sarebbe arrivata lunedì 23 febbraio, quando, a liste già presentate, Ciarcia avrebbe appreso della propria esclusione. Nessuna comunicazione preventiva, nessun confronto interno, nessuna riunione degli organismi di partito per deliberare ufficialmente la composizione della lista. Un passaggio che i firmatari definiscono grave sotto il profilo politico e procedurale. “Ci chiediamo chi e con quale autorità si sia arrogato il diritto di compiere questo gesto”, scrivono, sostenendo che la lista sarebbe stata redatta “su indicazioni ben precise”. Nel mirino, dunque, non solo la scelta politica ma anche il metodo adottato. Secondo la nota, l’esclusione rappresenterebbe un tentativo di “tagliare le gambe a chi ha dimostrato libertà di pensiero e spirito critico”. Critiche che, a loro dire, “hanno colto nel segno” fino a generare quello che viene definito un “becero tentativo di boicottaggio”. Parole che certificano una frattura interna tutt’altro che marginale nel Pd irpino, in un momento delicato per gli equilibri politici provinciali. La vicenda potrebbe ora approdare su altri tavoli. I firmatari, infatti, annunciano di riservarsi la possibilità di “seguire ogni percorso” per tutelare il rispetto delle norme e dei propri diritti. Uno scontro che rischia di lasciare strascichi pesanti, non solo sul piano elettorale ma anche sugli equilibri interni del partito in provincia.
di Marco Iandolo

