Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha escluso categoricamente il sostegno da parte del suo partito a Domenico Lacerenza, il candidato designato dal centrosinistra per le elezioni regionali in Basilicata. Nel corso di una dichiarazione rilasciata durante la trasmissione “Prima di Domani” su Rete4, Calenda ha illustrato i motivi che hanno condotto a questa decisione inaspettata.
In primo luogo, l’esclusione del sostegno a Lacerenza è stata motivata dal veto imposto dal Movimento 5 Stelle nei confronti di Azione. Tale veto appare come un segnale di chiusura politica nei confronti del partito di Calenda, il quale evidentemente non intende ricambiare con un supporto al candidato scelto dal M5s.
In aggiunta, Calenda ha manifestato dubbi significativi su Lacerenza stesso. Ha enfatizzato che, nonostante Lacerenza sia una “ottima persona”, la mancanza di esperienza e preparazione di quest’ultimo lo renderebbe inadatto a ricoprire un ruolo così strategico e di responsabilità quale è quello di presidente di una regione. Lacerenza è stato descritto da Calenda come una figura quasi “candidata a sua insaputa”, frase che sottolinea come la sua candidatura possa non essere frutto di una scelta conscia o di un percorso politico consolidato.
Calenda ha poi annunciato che si recherà in Basilicata per incontrare l’ex presidente della regione, Marcello Pittella, al fine di discutere possibili strategie e valutare insieme quali potrebbero essere le alternative a Lacerenza. Questo apre la strada a nuovi scenari e alleanze politiche in vista delle imminenti elezioni regionali.
Il partito Azione, dunque, si trova in una fase di riflessione e ricerca di un nuovo indirizzo nella regione Basilicata. La mossa di Calenda potrebbe incidere significativamente sugli equilibri politici attuali e sugli esiti del voto regionale, mostrando come il panorama politico locale sia ancora estremamente fluido e soggetto a cambiamenti fino all’ultimo momento.
Il dibattito aperto da queste dichiarazioni di Calenda indica una volontà di rinnovare il panorama politico della Basilicata, dove il discorso si allarga ad una più ampia discussione sulla qualificazione e la competenza necessarie per amministrare efficacemente le istituzioni regionali. La vicenda evidenzia l’importanza di un confronto aperto sulla trasparenza dei processi di selezione dei candidati e sulla necessità di garantire ai cittadini la possibilità di scegliere tra opzioni che incarnino non solo valori democratici, ma anche requisiti di competenza e idoneità ai ruoli di governo.
