Il nuovo dossier “Azzardomafie 2025” di Libera rilancia l’allarme sul fenomeno del gioco d’azzardo in Italia e, in particolare, in Campania, dove il settore continua a divorare risorse economiche, alimentare fragilità sociali e rappresentare un’area di forte interesse per i clan. Un quadro confermato anche dalle analisi della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), che segnalano l’infiltrazione delle organizzazioni criminali nei circuiti del gioco legale e illegale. A raccogliere l’appello di Libera è la lista Fico Presidente, che attraverso i suoi capolista – Giovanni Russo (Napoli), Virginia Anna Crovella (Caserta) e Alfonso Annunziata (Salerno) – chiede alla Regione Campania di approvare una normativa più rigorosa, capace di prevenire le dipendenze, ridurre l’esposizione nei luoghi sensibili e garantire maggiore trasparenza e controllo sul settore. “Il fenomeno dell’azzardo non è una questione marginale: riguarda la salute, la dignità e la sicurezza delle persone. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, recependo e applicando le proposte di Libera Campania. Non si possono ignorare numeri che parlano di migliaia di famiglie coinvolte, qualità della vita compromessa e rischi enormi per i più vulnerabili”, dichiarano i rappresentanti della lista. Secondo i capolista, serve un piano regionale organico che metta ordine nel settore e limiti l’eccesso di offerta: “La nostra priorità è proteggere i cittadini, soprattutto giovani e anziani, da una presenza capillare e normalizzata del gioco d’azzardo. Servono limiti chiari su orari e distanze dai luoghi sensibili, campagne di prevenzione nelle scuole e nei quartieri, oltre a un sistema di sostegno psicologico e sanitario per chi è già in difficoltà”. Il dossier di Libera sottolinea come la Campania sia la regione italiana con il più alto numero di clan attivi nel comparto dell’azzardo, un dato che, secondo i promotori della proposta, deve spingere le istituzioni ad agire con urgenza. “L’azzardo è un terreno fertile per infiltrazioni, riciclaggio e controllo sociale – evidenziano Russo, Crovella e Annunziata –. Serve un fronte istituzionale unito per contrastare con determinazione questi interessi criminali e restituire legalità e tutela ai cittadini”. Con la pubblicazione di Azzardomafie 2025, la questione del gioco d’azzardo torna dunque al centro del dibattito politico e sociale campano, chiamando la Regione a una risposta concreta per arginare una piaga che, oltre ai numeri economici, continua a minare la coesione delle comunità e la salute dei cittadini.
di Marco Iandolo

