Il possibile superamento del dissesto del Comune di Benevento non può essere letto soltanto attraverso il saldo positivo del piano di estinzione dell’OSL. È questa, in sintesi, la riflessione proposta da Nicola Boccalone, presidente dell’associazione politica Benevento Domani, che interviene nel confronto politico apertosi a Palazzo Mosti invitando maggioranza e opposizione a un’analisi più approfondita dei conti dell’ente. Per Boccalone, il punto di partenza è rappresentato dalla situazione contabile ereditata al 31 dicembre 2016, mentre il punto di arrivo è il rendiconto 2025: dieci anni di amministrazione nei quali il Comune ha operato senza il peso diretto della gestione del passato dissesto, beneficiando anche delle risorse del PNRR e delle norme che hanno favorito l’accelerazione della spesa. La questione, però, secondo il presidente di Benevento Domani, non è soltanto contabile. “Riguarda modelli e risultati di governo”, sottolinea, mettendo a confronto il dissesto con il piano di riequilibrio. Nel primo caso la gestione della massa debitoria viene affidata all’OSL, mentre l’amministrazione resta sostanzialmente spettatrice; nel secondo, invece, è l’amministrazione in carica ad assumersi direttamente la responsabilità del risanamento. È proprio sul risultato complessivo del decennio che Boccalone concentra le proprie osservazioni. Il rendiconto 2025, a suo giudizio, evidenzierebbe una forte rigidità della spesa corrente, una pressione tributaria elevata e una capacità di spesa non adeguatamente proporzionata alle risorse disponibili. Nel mirino finiscono anche l’avanzo vincolato e la liquidità di cassa, che, pur rappresentando disponibilità finanziarie importanti, non si sarebbero tradotti in una corrispondente capacità di intervento. Boccalone richiama quindi il precedente dissesto, dichiarato nel 1993 e definito nel 2005, ricordando come, proprio durante quella lunga fase, Benevento fu interessata da una stagione di importanti investimenti e trasformazioni urbane. Un precedente utilizzato per porre una domanda politica precisa: quanto può incidere una buona amministrazione sulla qualità della vita dei cittadini anche durante una fase di dissesto? Resta poi il capitolo del PNRR. Le opere finanziate, osserva Boccalone, rappresentano una grande opportunità ma anche una responsabilità per il futuro, perché una volta completate dovranno essere messe in esercizio e sostenute economicamente dal Comune. Il messaggio, dunque, è rivolto soprattutto alla prossima fase del confronto politico. L’eventuale uscita dal dissesto rappresenta certamente un risultato importante, ma non può essere considerata il punto finale. Per Boccalone, il vero giudizio dovrà essere espresso sulla capacità dell’amministrazione di trasformare il risanamento finanziario in servizi migliori, investimenti efficaci e una fiscalità più sostenibile. Una riflessione che trova la sua sintesi nella metafora scelta in chiusura: Benevento sarebbe oggi «gravida di opere finanziate, a farsi e da mettere in esercizio», ma allo stesso tempo «famelica di imposte e tasse, già tirate al massimo». È su questo equilibrio, più che sul solo saldo dell’OSL, che si giocherà il giudizio politico sul prossimo futuro della città.
di Marco Iandolo

