Nonostante un allentamento nella quotazione delle materie prime sul finire del 2022, le famiglie italiane continuano a sperimentare un incremento sostanziale delle bollette domestiche. Il monitoraggio condotto dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre mette in evidenza che, rispetto a tre anni fa, il costo dell’energia elettrica e del gas ha subito un balzo in avanti del 26,2%, corrispondente a una media di 328 euro in più all’anno per nucleo familiare.
Questo incremento ha interessato in misura diversa le varie regioni italiane. In particolare, il Nordest ha subito un rincaro di 457 euro annui, pari ad un aumento del 33,6%, mostrandosi come l’area più afflitta da queste variazioni. A seguire si posiziona il Nordovest con una crescita di 316 euro (+23,9%), il Mezzogiorno con 304 euro (+26,6%) e, infine, il Centro che registra un aumento più contenuto di 260 euro (+21,1%).
L’indagine rileva anche differenze significative tra gli utenti del mercato tutelato e quelli del mercato libero. Nel triennio osservato, per quanto riguarda la luce, le variazioni per il mercato tutelato si attestano al +34%, mentre per il mercato libero si arriva a un esorbitante +136,3%. Per il gas, sebbene non sia possibile calcolare la variazione esatta tra le due tipologie di mercato negli ultimi tre anni, si nota che nel 2023 il prezzo nel mercato tutelato è diminuito del 31%, mentre nel libero è cresciuto del 6,7%.
I dati dell’Istat mostrano che, nel corso del primo semestre del 2023, il prezzo medio italiano dell’energia elettrica era di 378,2 euro per MWh, posizionando l’Italia al quarto posto nell’Area Euro per le tariffe più alte. Più contenuti i costi per il gas, con un prezzo di 98,1 euro per MWh, uno dei più bassi dell’Eurozona.
La situazione delle bollette, aggravata nonostante la discesa delle quotazioni delle materie prime, è principalmente imputabile al consistente aumento della quota fissa, che include caparre e cauzioni richieste dai distributori. Questa misura è stata adottata per far fronte alla crisi di liquidità che ha colpito il settore nell’anno passato. A ciò si sommano gli effetti dell’inflazione nel settore energetico, che ha contribuito a un incremento dei prezzi al consumo per il gas del 60,4% e per l’energia elettrica del 93,1%.
Sebbene i governi Draghi e Meloni abbiano erogato quasi 100 miliardi per mitigare l’impatto del caro energia, questi sforzi sembrano essere stati insufficienti a contenere l’ondata di rincari, imponendo così un ulteriore fardello economico su famiglie e imprese in un periodo già caratterizzato da sfide e incertezze.
