Le piazze finanziarie europee hanno archiviato la giornata in rosso, influenzate dalla partenza a passo indietro di Wall Street. Gli investitori rimangono sul chi va là in vista delle future decisioni che le banche centrali prenderanno riguardo i tassi d’interesse, un tema caldo che terrà banco per le prossime settimane.
Il quadro non è incoraggiante. Il principale indice europeo, lo Stoxx 600, ha perso l’1% del suo valore, mentre i listini nazionali non hanno saputo evitare il calo: Parigi con un pesante -1,8% si conferma la più colpita, seguita da Milano a -1,4%, Francoforte con -1,3%, Madrid a -1,1% e Londra che limita i danni chiudendo a -0,7%.
I comparti più sensibili e che hanno contribuito in maniera significativa a questo andamento sono stati quello tecnologico, con un preoccupante -2,2%, e il lusso, che ha visto un tracollo del 2,9%. Gli analisti, inoltre, prospettano un avvenire non troppo roseo per il settore del lusso nel 2024, previsione che ha inevitabilmente inciso sulle performance odierne. Non se la passano meglio né le banche, in ribasso dell’1%, né le assicurazioni, che registrano una flessione dello 0,3%.
Anche le utility hanno subito vendite, perdendo lo 0,7%, nonostante un incremento del prezzo del gas del 4,6%, che si è assestato a 32 euro al megawattora. Più stabile, ma comunque in declino, il comparto energetico, che lascia sul campo solo lo 0,2%, mentre i prezzi del petrolio si riprendono leggermente: il Wti cresce dell’1,8% arrivando a 71,7 dollari al barile e il Brent insegue con un incremento dell’1,7%, posizionandosi a 77,2 dollari.
Tra le realtà societarie italiane, Moncler e Cucinelli hanno sofferto maggiormente, con ribassi rispettivi del 3,7% e del 3,5%. Non si salvano dal passivo nemmeno Diasorin, Stellantis e Tim che subiscono cali rispettivamente del 3,3%, del 3% e del 2,8%. A contrapporsi a questo trend negativo troviamo, sorprendentemente, titoli come Leonardo e Mps che registrano avanzamenti dell’1% e dello 0,3%.
In questo scenario, anche il mercato obbligazionario risente di tensioni, con lo spread tra il Btp e il Bund tedesco che sale a quota 169 punti base, e il rendimento del decennale italiano che si posiziona al 3,75%.
In attesa del rilascio dei verbali della Federal Reserve previsti per la serata, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’orientamento della banca centrale statunitense, gli operatori di mercato soppesano con cautela ogni minima variazione, consci del fatto che l’incertezza continua a dominare il panorama economico internazionale.
