Le principali Borse europee hanno aperto la giornata con un andamento in calo, in attesa di due rivelazioni macroeconomiche ritenute determinanti per le future mosse delle banche centrali: i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti e le misurazioni sull’inflazione all’interno dell’Eurozona.
In un clima di incertezza, alimentato anche dalle previsioni di un possibile taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (Bce), che potrebbe raggiungere i 150 punti base nel 2024, gli indici borsistici mostrano una tendenza al ribasso. L’indice Stoxx 600 ha registrato una flessione dello 0,5%, seguendo la scia di decremento riscontrato nei mercati di Parigi con una perdita dello 0,9%, Madrid (-0,7%), e quasi a parimerito Londra e Francoforte con un calo dello 0,6%.
Il settore del lusso, uno dei più colpiti in questa fase, segna un calo dell’1,3%, risentendo di una minore propensione degli investitori ad assumere rischi in un momento di incertezza economica. Anche il ramo dell’informatica è in voluta di un 1,1%. Le tensioni sono avvertite anche sul fronte delle società di alcolici, che perdono lo 0,6% a seguito dell’avvio di una indagine antidumping da parte della Cina sui produttori europei.
Le azioni di Remy Cointreau hanno subìto un particolare contraccolpo, con un calo critico del 9,5%, raggiungendo livelli minimi non visti da maggio 2020, ed anche Pernod Ricard ha registrato una flessione significativa del 5%.
Per quanto concerne altri settori, banche (-0,5%) e assicurazioni (-0,6%) si mostrano fiacche, così come i settori dell’energia (-0,6%) nonostante un aumento del prezzo del petrolio, che per il Wti segna un rialzo dell’1% a 72,9 dollari al barile e il Brent a 78,2 dollari (+0,8%). Anche le utility non brillano, con un calo dello 0,3% e un prezzo del gas che tende al rialzo, con quotazioni che a Amsterdam aumentano dello 0,3% a 33,4 euro al megawattora.
Per quanto riguarda i titoli di Stato, si assiste ad un lieve incremento dei rendimenti. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi rimane stabile a 168 punti base, con il tasso del decennale italiano in aumento di 3 punti base al 3,83%. Anche i tassi del titolo tedesco crescono al 2,15% (+3 punti), quello spagnolo al 3,14% (+4 punti) e quello greco al 3,26% (+4 punti). Infine, una seduta in decrescita per l’oro, che evidenzia una perdita dello 0,3% attestandosi a 1.742 dollari l’oncia.
Gli occhi degli investitori rimango quindi fissi sui dati macroeconomici statunitensi e dell’Eurozona, i quali potrebbero offrire nuovi stimoli ai mercati o confermare il trend cautelativo già in atto. Sarà fondamentale monitorare come reagiranno le banche centrali a questi nuovi input e quali strategie adotteranno per bilanciare la crescita economica e le pressioni inflazionistiche in questo contesto così delicato.
