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Braccio di ferro in Senato: scontro sulla proposta di terzo mandato per i Governatori

In POLITICA
Febbraio 15, 2024
L'emendamento della Lega incontra il muro di FdI e scatena tensioni nella maggioranza sul ddl del premierato e sull'autonomia differenziata.

Un intenso dibattito sta scuotendo la Commissione Affari costituzionali del Senato, dove la proposta di emendamento che prevede la possibilità di un terzo mandato per i Governatori e per i sindaci sta generando forti tensioni all’interno della coalizione al governo. La controversia riguarda non solo il contenuto dell’emendamento, ma anche la tempistica con cui viene discussa, intrecciandosi con altre questioni legislative cruciali.

Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha espresso il proprio disappunto verso Fratelli d’Italia, denunciando la resistenza del partito alle proposte leghiste. Da parte sua, Tommaso Foti, presidente del gruppo FdI alla Camera, ha rafforzato la posizione contraria al terzo mandato, mostrando un chiaro segno di rottura all’interno dell’esecutivo. Questa posizione è stata confermata anche da altri esponenti di FdI, tra i quali il senatore veneto Luca De Carlo, che ha ribadito il no fermamente, proponendosi persino come successore di Luca Zaia alla guida del Veneto.

L’emendamento in questione era stato adottato nel contesto del decreto elettorale che stabilisce la data delle elezioni comunali ed europee. Tuttavia, la sua approvazione appare incerta dato il contesto di ostruzionismo che si sta sviluppando. Il Partito Democratico e Azione, in particolare, stanno rallentando l’esame del ddl sul premierato presentando un numero elevato di emendamenti, addirittura arrivando a quota 2800, come sottolineato ironicamente dal senatore Andrea Giorgis del PD.

Inoltre, la tensione è stata acuita da due emendamenti presentati da Marcello Pera, ex presidente del Senato, che, infrangendo un accordo implicito all’interno della maggioranza, ha proposto modifiche che accrescerebbero i poteri del presidente della Repubblica e rafforzerebbero la figura dell’opposizione, attraverso la creazione di un “premier ombra”. Tali proposte potrebbero mettere in discussione l’attuale bilanciamento della Costituzione italiana nel caso fossero adottate.

Anche all’interno del Partito Democratico si è aperta una crepa sulla questione del terzo mandato. Francesco Boccia, esprimendo il pensiero della segreteria, ha delineato una posizione contraria poiché porterebbe, secondo lui, alla creazione di “satrapi”. Tuttavia, vi sono voci dissonanti in seno al partito; Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, e Dario Nardella, sindaco di Firenze, insieme all’esponente di Bari Antonio Decaro, hanno manifestato la loro favorevolezza all’emendamento.

Il scenario politico si preannuncia complesso, e con il voto agli emendamenti previsto per la prossima settimana, un chiarimento appare inevitabile. La questione del terzo mandato sta testando la solidità dell’attuale maggioranza governativa, esponendo al contempo le divisioni interne ai partiti e l’urgenza di trovare una linea comune di fronte a riforme che possono avere impatti notevoli sulla struttura politico-istituzionale del Paese.