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Caivano, rafforzata la scorta a don Maurizio Patriciello dopo la minaccia con un proiettile.

In ATTUALITA', CAMPANIA, NAPOLI
Settembre 29, 2025
Don Patriciello, da anni in prima linea contro i clan e per il riscatto sociale di Caivano, è considerato un punto di riferimento non solo per il territorio ma anche a livello nazionale.

Misure di sicurezza intensificate per don Maurizio Patriciello e per la parrocchia di San Paolo Apostolo a Caivano. È quanto deciso dal Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza riunitosi in Prefettura a Napoli dopo il grave episodio avvenuto durante la messa di domenica, quando al sacerdote anticamorra è stato consegnato un proiettile calibro 9×21 avvolto in un foglio di giornale.  Secondo le indagini, l’autore del gesto è Vittorio De Luca, 75 anni, imparentato con esponenti della criminalità locale. L’uomo è stato fermato dai Carabinieri e dovrà rispondere di atti persecutori aggravati dal metodo mafioso.  Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha definito l’episodio «gravissimo», sottolineando la necessità di andare “oltre la solidarietà”. “Lo Stato – ha dichiarato – sta dando segnali concreti. Abbiamo deciso una serie di attività, alcune delle quali sono scattate subito dopo il fatto. Le misure di sicurezza sono state ulteriormente rafforzate, sia sul territorio, in particolare al Parco Verde, sia nei confronti di don Maurizio”.  La scorta del sacerdote è stata potenziata e attorno alla parrocchia sono stati disposti presidi aggiuntivi delle forze dell’ordine. L’obiettivo è garantire protezione non solo al parroco simbolo della lotta alla camorra, ma anche alla comunità che anima la sua parrocchia.  Don Patriciello, da anni in prima linea contro i clan e per il riscatto sociale di Caivano, è considerato un punto di riferimento non solo per il territorio ma anche a livello nazionale. “Don Maurizio – ha concluso il prefetto – non è solo un simbolo: ha creato le condizioni perché il modello Caivano diventi un modello da esportare in tutta Italia”.  L’episodio, che arriva a poche ore da nuove “stese” criminali nel quartiere, riaccende i riflettori sulla necessità di un impegno costante delle istituzioni per contrastare la pressione mafiosa e proteggere chi lavora per il cambiamento.

di Marco Iandolo