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Calcio, addio a Rino Marchesi, signore della panchina

In CRONACA, SPORT
Marzo 01, 2026
Dall’epopea dell’Avellino all’inizio dell’era Maradona a Napoli: il calcio italiano perde un tecnico elegante e vincente.

Il calcio italiano piange la scomparsa di Rino Marchesi, morto all’età di 89 anni. Ex difensore e centrocampista, poi allenatore di grande esperienza, Marchesi è stato uno dei protagonisti silenziosi ma decisivi del nostro pallone tra gli anni Settanta e Ottanta.  Il suo nome resta indissolubilmente legato all’Avellino, che guidò nella prima storica stagione in Serie A dopo la promozione ottenuta con Paolo Carosi. In Irpinia firmò le prime due salvezze delle nove consecutive dei biancoverdi nella massima serie. Memorabili la vittoria casalinga contro l’Inter e il 3-3 a Torino contro la Juventus nel campionato 1978/79. Nella stagione successiva, dopo 22 giornate, l’Avellino si ritrovò addirittura secondo in classifica insieme a Milan e Juventus, alle spalle dell’Inter capolista: un autentico capolavoro tecnico.  Quel biennio gli aprì le porte delle grandi piazze. Allenò il Napoli in più riprese, diventando il primo tecnico in azzurro di Diego Armando Maradona. Sedette anche sulle panchine di Inter e Juventus, oltre a guidare numerosi altri club tra cui Mantova, Como, Udinese, Venezia, SPAL e Lecce.   Da calciatore aveva costruito una carriera altrettanto importante, vincendo con la Fiorentina due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una Coppa Mitropa, oltre alla Coppa delle Alpi con la Lazio e due campionati di Serie B con Atalanta e Lazio.  Tecnico pragmatico, uomo di equilibrio e competenza, Marchesi ha incarnato un calcio fatto di organizzazione, lavoro e idee chiare. Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia del nostro campionato, un allenatore capace di lasciare il segno senza mai alzare la voce.

di Marco Iandolo