In una mossa politica sorprendente, il leader di Azione Carlo Calenda ha annunciato un’alleanza con l’ex premier Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle (M5s), in Abruzzo. La spiegazione di Calenda si concentra sulla figura del candidato coinvolto nella regione, un liberale moderato di centrodestra che ha dimostrato grandi competenze nella gestione di istituzioni locali, come l’università di Teramo e l’azienda di trasporti.
Nonostante il suo partito sia nato con l’intento di offrire un’alternativa ai tradizionali schieramenti politici, e la sua personale mancanza di fiducia nell’efficacia delle coalizioni attuali, Calenda ha evidenziato la propria apertura verso convergenze puntuali, basata sul principio di competenza. Questa eccezionaledisposizione collaborativa ha trovato terreno fertile in Abruzzo grazie al profilo del candidato in questione.
La sorprendente dichiarazione arriva nonostante le opinioni scettiche di Calenda riguardo alla possibilità di creare un “campo largo” capace di governare efficacemente il Paese, una visione che diverge dalla recente cooperazione tra il Partito Democratico e il M5s su scala nazionale. Tuttavia, Calenda sembra rimanere aperto al supporto di candidati di qualunque provenienza politica, purché possiedano le qualità necessarie per guidare e migliorare le situazioni complesse, come quelle affrontate in Abruzzo.
La collaborazione con Conte è quindi un’eccezione che conferma la regola, focalizzata sulla valorizzazione della competenza piuttosto che sulla fedeltà a linee partitiche rigide. Calenda, con questa alleanza, lascia intravedere una volontà di proficue collaborazioni future, così come testimonia il suo sostegno in Calabria a Roberto Occhiuto, che si presenta come un liberale moderato di centrodestra. Questi casi individuali mostrano che, al di là delle ideologie, ci può essere una convergenza di intenti nell’interesse del buon governo locale.
Questa apertura di Calenda potrebbe essere un indicatore di future dinamiche politiche in Italia, dove la qualità delle candidature potrebbe giocare un ruolo sempre più rilevante nelle decisioni degli elettori e nelle strategie dei partiti. Resta da vedere se questa scelta si rivelerà efficace e se potrebbe segnare l’inizio di una nuova era di pragmatismo nella politica italiana.
