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Calitri, violenza di genere: Fruncillo (FdI): “Quello che è accaduto è inaccettabile”

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Settembre 06, 2026
La presidente del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia esprime vicinanza alla giovane donna ferita e richiama istituzioni e comunità alla responsabilità: “Una donna deve poter dire basta senza avere paura”.

“Quello che è accaduto a Calitri è inaccettabile”. È con queste parole che Ines Fruncillo, presidente del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, interviene sull’episodio di violenza di genere verificatosi nel comune dell’Alta Irpinia, esprimendo vicinanza e solidarietà alla giovane donna rimasta ferita.  Nel suo intervento, Fruncillo pone al centro il diritto di ogni donna alla libertà e alla sicurezza, soprattutto nel momento in cui decide di interrompere una relazione o di dire basta. “Una donna deve poter dire basta senza avere paura di essere minacciata, perseguitata o aggredita”, sottolinea.  Un richiamo che si accompagna alla necessità di una risposta ferma sul piano giudiziario, ma anche a un impegno più ampio sul fronte della prevenzione. “Le leggi vanno applicate con fermezza”, osserva Fruncillo, evidenziando però come la violenza debba essere combattuta anche attraverso l’educazione al rispetto, alla libertà dell’altro e alla consapevolezza che “amare non significa possedere”.  La presidente del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia rivolge quindi un messaggio diretto a chi vive situazioni di paura e di possibile pericolo:  “Non aspettate che sia troppo tardi. Chiedete aiuto”.  E allo stesso tempo richiama alla responsabilità chi, dall’esterno, potrebbe accorgersi di una situazione di violenza o di disagio. “A chi vede, ascolta, intuisce: non voltatevi dall’altra parte”, è l’appello.   Nel suo intervento vengono ricordati anche i principali strumenti di emergenza e di supporto: il 1522, numero antiviolenza e stalking, e il 112 per le emergenze.  “Questa è una responsabilità che riguarda anche me, come donna, come madre, come esponente politico. E riguarda ciascuno di noi”, afferma Fruncillo, allargando così la riflessione alla dimensione collettiva del fenomeno.  Un passaggio che assume, nelle sue parole, un significato ancora più ampio alla luce delle recenti tragedie nazionali che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica. Da qui l’invito a costruire una comunità capace di “riconoscere, proteggere, educare e intervenire”.  L’obiettivo, conclude Fruncillo, deve essere quello di costruire una società nella quale “nessuna donna debba sentirsi sola davanti alla paura” e nella quale la violenza non possa più essere considerata una questione privata.  “È una responsabilità di tutti. E nessuno può chiamarsi fuori”.

di Marco Iandolo