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Calo delle Borse Asiatiche: Effetti Limitati del Taglio dei Tassi in Cina

In ECONOMIA
Luglio 22, 2024

Nell’ultima tornata di attività di mercato, il panorama finanziario asiatico ha mostrato segni di fragilità, nonostante l’intervento a sorpresa della Banca Centrale Cinese, che ha proceduto al taglio dei tassi d’interesse. La mossa, evidentemente volta a incentivare l’economia interna in calo, non sembra aver soddisfatto le aspettative degli investitori, che speravano in azioni più decise per stabilizzare la crescita del gigante asiatico.

Il Nikkei a Tokyo ha registrato un decremento dell’1,16%, mentre altre borse della regione hanno seguito un andamento simile: la borsa di Taiwan ha subìto un calo del 2,68%, quella di Seul dell’1,14% e l’indice ASX di Sydney ha perso lo 0,5%. In questo quadro di generale incertezza, solo la borsa di Hong Kong ha mostrato un leggero incremento dello 0,58%, mentre Shanghai e Singapore hanno evidenziato cali dello 0,89% e dello 0,18% rispettivamente.

Il mercato dei cambi ha visto il dollaro mantenere una stabilità relativa, fissandosi a 0,91 euro e 0,77 sterline. In netto contrasto, lo yen giapponese si è apprezzato raggiungendo quota 156,51 rispetto al dollaro americano, movimento che solitamente esercita una pressione deflazionistica sulle esportazioni del paese.

Rilevante è stata la reazione del mercato delle materie prime: il petrolio WTI ha registrato una lieve impennata del 0,45%, posizionandosi a 80,49 dollari al barile. Al contrario, il gas naturale ha subito una flessione del 2,86%, scendendo a 31,25 euro per MWh, e anche l’oro ha registrato una perdita del 0,35%, con un prezzo fissato a 2.403,79 dollari l’oncia.

Particolarmente colpiti dalla forza dello yen sono stati i colossi del settore automobilistico e tecnologico giapponese: Toyota e Mazda hanno registrato perdite rispettivamente del 1,37% e dell’1,74%. Ancora più accentuate le perdite tra i produttori di semiconduttori con Disco, Tokyo Electron e Advantest che hanno visto i loro titoli precipitare rispettivamente del 5,29%, 2,57% e 3,53%.

Si prospetta dunque un periodo di incertezza per il mercato asiatico, colpito da fattori interni ed esterni. Gli investitori rimangono in attesa di ulteriori sviluppi e si attendono nuove mosse da parte delle principali banche centrali per contrastare l’ondata di inflazione e sostegno all’economia. Nel frattempo, il clima di attesa e la cautela sembrano essere gli unici protagonisti certi in una fase ancora densa di nebbie da diradare.