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Campania, Errico apre la XII legislatura del Consiglio regionale: “Qui si misura la qualità delle decisioni”.

In CAMPANIA, POLITICA
Dicembre 29, 2025
Il consigliere anziano presiede la prima seduta: centralità dell’Aula, sanità come presidio di civiltà e attenzione alle disuguaglianze territoriali.

Si è aperta con un intervento all’insegna della responsabilità istituzionale la dodicesima legislatura del Consiglio regionale della Campania. A presiedere i lavori iniziali della prima seduta è stato il consigliere regionale Fernando Errico, in qualità di consigliere anagraficamente più anziano, secondo quanto previsto dallo Statuto. Nel suo discorso di apertura, Errico ha sottolineato il valore simbolico e sostanziale dell’insediamento del nuovo Consiglio, definendolo non «un atto meramente formale», ma il momento in cui “la volontà espressa dai cittadini nelle urne si traduce in funzione istituzionale e la rappresentanza diventa responsabilità”. Un ruolo esercitato, ha spiegato, con “profondo senso di servizio”, reso ancora più significativo dal ritorno in Aula “a distanza di molti anni”, proprio nel ruolo di consigliere anziano. La seduta ha visto la presa d’atto della proclamazione degli eletti, l’elezione del Presidente del Consiglio regionale e dei componenti dell’Ufficio di Presidenza, oltre all’esposizione del programma di governo del Presidente della Giunta e alla relativa discussione. Errico ha ringraziato i consiglieri segretari provvisori e il personale del Consiglio regionale per il supporto garantito nella fase iniziale dei lavori.  Nel merito politico e istituzionale, il consigliere ha richiamato il ruolo centrale dell’Assemblea legislativa: “Quest’Aula non è chiamata a misurare distanze politiche, ma la qualità delle decisioni”, rimarcando come il Consiglio regionale rappresenti “il luogo più alto della rappresentanza democratica”, dove le differenze devono tradursi in una sintesi responsabile e utile ai cittadini. Tra le priorità indicate per la nuova legislatura figurano ambiente, territorio, infrastrutture e lavoro, con una particolare attenzione alla sanità, definita “non un terreno di contrapposizione, ma un presidio essenziale di civiltà”. Garantire il diritto alla cura, ha evidenziato, significa assicurare equità di accesso e qualità dei servizi su tutto il territorio regionale.  Infine, un richiamo all’equilibrio territoriale e al rispetto dei ruoli istituzionali: l’unità della Regione, ha concluso Errico, “non può essere confusa con l’uniformità delle scelte”, mentre dal confronto leale tra maggioranza e opposizione “nasce la credibilità delle istituzioni”.

di Marco Iandolo