La fine dell’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Gaetano Paolino continua ad alimentare il dibattito politico a Capaccio Paestum. Dopo la conclusione anticipata del mandato, arrivano le prime reazioni dei partiti, con la Lega Salerno che punta il dito contro l’ormai ex maggioranza e interpreta la crisi come il risultato di divisioni e contrapposizioni interne. In una nota, la segreteria provinciale del Carroccio parla senza mezzi termini di un nuovo fallimento politico: “Quindici mesi sono bastati per consumare l’ennesimo fallimento politico”. Secondo la Lega, l’amministrazione sarebbe arrivata al capolinea “sotto il peso delle lotte interne, delle contraddizioni e dell’incapacità del centrosinistra di garantire una guida stabile”. Un giudizio particolarmente duro, che investe non soltanto l’esperienza amministrativa appena conclusa, ma più in generale il modello politico che, secondo il partito, avrebbe caratterizzato la coalizione di centrosinistra. “Si costruiscono coalizioni per vincere le elezioni, si combatte per gli equilibri di potere e, alla fine, si abbandona Capaccio Paestum al commissariamento”, sostiene la Lega, mettendo così al centro della propria critica la distanza tra gli accordi elettorali e la capacità di assicurare continuità all’azione amministrativa. La Lega, però, non si limita alla critica dell’amministrazione uscente. La caduta della giunta apre infatti una nuova fase politica e il centrodestra è chiamato a costruire per tempo una proposta alternativa in vista delle prossime elezioni comunali. Per il Carroccio, la priorità è quella di presentarsi agli elettori con una coalizione compatta: “Il centrodestra deve presentarsi alle prossime elezioni unito, con un progetto chiaro e una visione comune”. Ma l’unità della coalizione, secondo la Lega, non sarebbe sufficiente. Il partito pone infatti una seconda questione, destinata a pesare nella futura costruzione dell’offerta politica: il rinnovamento. “La discontinuità deve riguardare tutto”, è il messaggio lanciato dalla segreteria provinciale, che invoca “metodi e idee nuove”, ma anche “volti nuovi”, individuati come figure capaci di imprimere una svolta alla vita amministrativa della città. La conclusione anticipata dell’esperienza Paolino apre dunque una fase di riposizionamento. Il commissariamento rappresenta il passaggio istituzionale immediato, ma sul piano politico la partita sembra già proiettata verso la prossima competizione elettorale. Il centrodestra dovrà ora misurarsi con la capacità di trasformare la critica all’ex maggioranza in una proposta concreta per Capaccio Paestum. La Lega, intanto, indica la propria direttrice: unità della coalizione, progetto condiviso e rinnovamento della classe dirigente. Il vero banco di prova sarà capire se questi principi riusciranno a tradursi in un’alleanza politica credibile e, soprattutto, in una candidatura capace di intercettare il consenso di una città chiamata nuovamente alle urne.
di Marco Iandolo

