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Furti in serie nelle farmacie del Metapontino, quattro arresti

In BASILICATA, CRONACA, MATERA
Agosto 25, 2026
Cinque colpi in meno di due ore tra Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri: bottino complessivo di circa 37mila euro. I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

Cinque farmacie colpite in poco meno di due ore, un bottino complessivo di circa 37mila euro e un’organizzazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe agito con ruoli e mezzi ben definiti. È questo lo scenario ricostruito dagli investigatori nell’ambito dell’indagine sui furti messi a segno nella notte del 31 marzo 2026 tra Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri.  Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 21 agosto dal Gip del Tribunale di Matera su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro e con altri soggetti ancora da identificare, di una serie di furti aggravati e del reato di riciclaggio.  La notte presa in esame dagli investigatori sarebbe stata caratterizzata da una sequenza di colpi particolarmente rapida. Il primo sarebbe stato consumato intorno all’1.17 alla farmacia Laguardia di Scanzano Jonico, dove sarebbero state portate via due casse automatiche contenenti complessivamente circa 500 euro.  Poco più di venti minuti dopo, alle 1.40 circa, sarebbe toccato alla farmacia Gentile-Fraschetti, sempre a Scanzano Jonico. In questo caso il bottino ammonterebbe a circa 8.300 euro. Alle 2.02 il gruppo, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe raggiunto Policoro, prendendo di mira la farmacia De Santis, dalla quale sarebbero stati sottratti circa 800 euro. Alle 2.20, invece, sarebbe stata colpita la farmacia SS. Vergine di Anglona, con un bottino costituito da contanti e assegni per un valore complessivo di circa 23.200 euro. L’ultimo episodio sarebbe avvenuto alle 3 nella farmacia Izzi di Nova Siri Scalo, dove sarebbero state asportate due casse contenenti complessivamente circa 4.200 euro.

L’auto rubata e le targhe sottratte

Particolarmente articolata, secondo gli investigatori, sarebbe stata la preparazione dei colpi. I presunti autori avrebbero utilizzato una Range Rover Sport rubata a Ginosa nella notte tra il 15 e il 16 marzo. Sul veicolo sarebbero state successivamente applicate targhe sottratte poche ore prima a una Porsche Macan parcheggiata a Scanzano Jonico.  L’automobile sarebbe stata utilizzata per raggiungere le diverse farmacie e per allontanarsi dopo i furti. Al termine della sequenza di colpi, il mezzo sarebbe stato condotto presso una base logistica individuata a Santeramo in Colle, dove sarebbe poi stato completamente incendiato. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera e condotte dai Carabinieri delle Compagnie di Altamura e Policoro, si sono sviluppate anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza delle attività commerciali.

La base logistica

Nel corso degli accertamenti, all’interno dei locali individuati come possibile base operativa, sarebbero stati rinvenuti veicoli di provenienza furtiva, strumenti da effrazione, passamontagna, torce frontali, radio ricetrasmittenti, piedi di porco e altro materiale ritenuto compatibile con la preparazione e l’esecuzione di reati contro il patrimonio. Un ruolo nell’attività investigativa sarebbe stato inoltre svolto dall’analisi di una scheda di memoria collegata a un sistema di videosorveglianza presente nella base. Gli investigatori avrebbero confrontato gli indumenti indossati dalle persone riprese durante i furti con quelli visibili nei filmati relativi al rientro del veicolo. Ulteriori elementi sarebbero emersi dall’analisi della memoria di un telefono cellulare sequestrato. Nel dispositivo sarebbero state individuate precedenti ricerche online riguardanti alcune delle farmacie poi colpite, altri possibili obiettivi e componenti elettroniche riferibili al modello di autovettura utilizzato.

Quattro persone in carcere

Sulla base degli elementi raccolti, il Gip avrebbe ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione alla partecipazione di tre degli indagati alla fase esecutiva dei furti. Per il quarto, invece, sarebbe stato individuato un presunto contributo di carattere logistico, legato alla disponibilità e alla gestione dei locali utilizzati per il ricovero dei veicoli e delle attrezzature. Il giudice avrebbe inoltre ravvisato concrete e attuali esigenze cautelari, individuate in particolare nel pericolo di reiterazione di analoghi reati e nel rischio di contatti con altri soggetti coinvolti e non ancora identificati. Per il Gip, tali esigenze non sarebbero state adeguatamente tutelabili attraverso misure meno afflittive della custodia cautelare in carcere. La concentrazione di cinque furti in meno di due ore e la scelta di colpire attività commerciali destinate a garantire un servizio essenziale alla popolazione avevano suscitato forte preoccupazione nelle comunità del Metapontino, alimentando il dibattito sull’ondata di furti ai danni di farmacie e attività commerciali. Il procedimento si trova tuttavia ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate nei confronti degli indagati e le valutazioni contenute nell’ordinanza cautelare hanno natura provvisoria e sono state assunte ai fini dell’applicazione della misura. L’eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata nel contraddittorio tra le parti e con sentenza definitiva. Le quattro persone sottoposte alla misura cautelare, pertanto, non possono essere considerate colpevoli sino a un’eventuale condanna divenuta irrevocabile.

di Fausto Sacco