Cent’anni e non sentirli. C’è un’Italia che si racconta anche attraverso i suoi sapori, quelli capaci di attraversare le generazioni e di rimanere impressi nella memoria collettiva. È il caso della Rossana, la celebre caramella dal guscio di zucchero e dal cuore morbido di latte concentrato, cioccolato bianco, nocciole e mandorle, che nel 2026 celebra il suo primo secolo di vita. Nata nel 1926 per intuizione di Luisa Spagnoli, figura simbolo dell’imprenditoria italiana, Rossana porta con sé fin dall’origine una storia profondamente legata al nostro Paese. Anche il nome richiama la tradizione letteraria: Rossana è infatti l’omaggio alla protagonista amata da Cyrano de Bergerac, Roxanne. Ma al di là della sua storia, Rossana è soprattutto un pezzo della memoria degli italiani. Una caramella che, per decenni, è entrata nelle case, nelle tasche dei nonni e dei genitori, nelle dispense e nei piccoli momenti di dolcezza quotidiana. Secondo i dati di Unione Italiana Food, un italiano su tre la conserva tra i ricordi delle golosità più amate. E proprio questa capacità di evocare emozioni e ricordi ha ispirato un originale omaggio nel mondo dell’alta pasticceria. A celebrare i cento anni di Rossana è il pastry chef Angelo Guarino, che ha trasformato il gusto della storica caramella in un dessert destinato alla tavola del ristorante di Palazzo Acampora. La sua creazione è una mousse alla Rossana con un cuore al passion fruit: da una parte il sapore rassicurante e inconfondibile della caramella, dall’altra una nota esotica e contemporanea capace di sorprendere il palato. Un incontro tra memoria e innovazione, dunque, ma soprattutto un modo per rendere omaggio a un prodotto che appartiene alla storia del gusto italiano. “Si tratta di una mousse alla Rossana, arricchita da un cuore al Passion Fruit”, racconta Guarino, spiegando di aver voluto aggiungere alla composizione tradizionale una nota personale, quasi una dichiarazione d’amore per quella caramella che lo accompagna fin dall’infanzia. Dietro il dessert c’è anche una storia familiare. La passione di Angelo Guarino per Rossana nasce infatti in casa e gli è stata trasmessa dal padre, lo chef Vincenzo Guarino, figura di riferimento della ristorazione campana e punta di diamante della cucina della Corte Degli Dei di Agerola. È forse proprio questo il tratto più autentico di questa celebrazione: non soltanto un prodotto che compie cento anni, ma una tradizione che passa da una generazione all’altra. La Rossana, in questo senso, diventa qualcosa di più di una semplice caramella. È un piccolo simbolo di quell’Italia capace di custodire la propria memoria gastronomica e, allo stesso tempo, di reinventarla. In un’epoca nella quale il gusto tende sempre più a diventare globale, la storia di Rossana racconta il valore di ciò che nasce in Italia e riesce a diventare patrimonio affettivo di milioni di persone. Dal laboratorio di Luisa Spagnoli alle moderne cucine della ristorazione, il filo conduttore è lo stesso: la capacità italiana di trasformare ingredienti semplici in qualcosa che diventa cultura, identità e ricordo. E così, a cento anni dalla sua nascita, Rossana torna protagonista. Non soltanto nelle confezioni delle caramelle, ma anche nei dessert d’autore. Un modo elegante per festeggiare un secolo di storia e per ricordare che, qualche volta, l’italianità più autentica può stare anche dentro una piccola caramella.
di Fausto Sacco


