“Abbiamo diritto alla doccia”. È uno degli slogan urlati da cittadini e studenti scesi in piazza a Potenza nella mattinata di oggi, per protestare contro la crisi idrica che sta colpendo 29 comuni, tra cui il capoluogo, e 140mila persone. Sono in centinaia a manifestare e a criticare la soluzione scelta dal presidente della Regione Vito Bardi, nominato dal governo commissario per l’emergenza. Ovvero razionare tutti i giorni l’acqua con uno stop dalle ore 18.30 alle 6.30, tranne il sabato quando è previsto dalle 23 alle 6.30. Una manovra necessaria per il governatore per far andare avanti i lavori sulla diga del Camastra ormai quasi vuota. Il progetto dovrebbe terminare il 20 novembre, il giorno in cui Bardi ha convocato i sindaci dei comuni colpiti dal disagio. Dal 17 ottobre, oramai è in atto il razionamento previsto dalla regione. Una chiusura concordata delle condotte per procedere il più spediti possibile con la messa a terra del progetto sulla diga del Camastra. Ma la soluzione sta avendo non pochi disagi per i cittadini che si sono dati appuntamento nel centro storico di Potenza. Per far sentire ancor di più la loro voce e unirsi alle proteste, gli studenti hanno rinviato la manifestazione di ieri, 15 novembre, del “No Meloni Day” per concentrare il disappunto sulle politiche della regione e la crisi idrica. Gli studenti hanno inneggiato cori e slogan anche contro il presidente Vito Bardi. Una delegazione dei manifestanti, insieme anche a rappresentanti di Cgil, Uil e Usb, sarà ricevuta dal prefetto di Potenza Michele Campanaro. I tre punti principali della manifestazione – hanno spiegato gli organizzatori del Comitato Acqua pubblica – sono: acqua pulita, trasparenza nella gestione e rispetto dei 140mila cittadini interessati dalle restrizioni quotidiane dell’erogazione idrica. Bardi ha comunicato ai primi cittadini «la propria disponibilità ad incontrarli mercoledì 20 novembre 2024, alle 12, a Potenza, nella Sala Verrastro». Il giorno in cui, in teoria, dovrebbero finire i lavori della diga.
di Marco Iandolo
