Il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, ha recentemente partecipato alla celebrazione eucaristica domenicale nella chiesa di Santa Maria Maggiore ad Assisi, mettendo in evidenza l’importanza della spoliazione vissuta da San Francesco d’Assisi come momento definitorio e fondamentale per la sua vita e vocazione.
O’Malley ha sottolineato come questo gesto di rinuncia totale e di fiducia incondizionata nella provvidenza divina costituisca non solo la pietra miliare della spiritualità francescana, ma anche una sorgente di ispirazione continua per la chiesa contemporanea. “La spoliazione di Francesco non è solo un aneddoto storico, ma la manifestazione della sua incondizionata affidabilità nel Padre celestial,” ha precisato il cardinale. Tale messaggio risuona potente oggi più che mai, in un mondo che spesso dimentica il valore della semplicità e della dipendenza da Dio.
Il principio della vicinanza, enfatizzato da Papa Francesco, trova radici profonde in questa esperienza francescana. Essere prossimi a Dio attraverso una preghiera autentica e condivisa, e a Cristo tramite l’imitazione della sua povertà e del suo sacrificio, si configura come l’essenza di una spiritualità che, pur antica, non smette di essere attuale e provocatoria.
L’influenza di San Francesco e il rinnovato interesse per la sua figura sono evidenti anche negli eventi legati al convento e al carisma francescano. Ad esempio, durante il convegno “Tra Frate Sole e Sorella Morte, il Cantico da San Damiano al Vescovado” tenutosi il 18 maggio, hanno preso parola figure di spicco come il vescovo Domenico Sorrentino e il poeta Davide Rondoni. La discussione ha ribadito come il messaggio francescano continui a essere una guida essenziale verso il 2025, anno in cui si celebrerà l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi.
Altro punto di forza è la figura di Carlo Acutis, giovane beatificato che ha saputo interpretare in chiave moderna il messaggio di Francesco, mostrando come la santità possa essere perseguita anche nella quotidianità dell’era digitale. La sua devozione e il suo impegno nel vivere una vita vicina a Dio sono un chiaro esempio di come il carisma francescano possa ancora oggi accendere cuori e guidare spiriti.
In conclusione, il discorso del Cardinale O’Malley ad Assisi non è stato soltanto un omaggio alla memoria di un santo, ma un richiamo vibrante alla necessità di una spiritualità radicale, che si esprime nella povertà e nella completa affidabilità a Dio. Un messaggio che, partendo dalla piccola città umbra, continua a risuonare in tutto il mondo, invitando i fedeli a riscoprire l’essenzialità e la purezza della loro fede.
