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Castel Volturno, nuovo filone d’inchiesta sul Marrandino, l’opposizione: “Serve subito un Consiglio comunale”

In CAMPANIA, Caserta, POLITICA
Febbraio 08, 2026
Anastasia Petrella chiede un confronto istituzionale sulle indagini che coinvolgono il primo cittadino: “La credibilità dell’ente viene prima di ogni difesa politica”.

Con il quarto filone d’indagine che coinvolge l’attuale sindaco Pasquale Marrandino, il caso assume contorni sempre più ampi e non più riconducibili a singoli episodi. A sottolinearlo è Anastasia Petrella, capogruppo dell’opposizione in Consiglio comunale, che interviene dopo le notizie diffuse dalla stampa nazionale sull’ulteriore inchiesta relativa a fatti risalenti agli anni 2020–2021, periodo in cui Marrandino ricopriva incarichi di governo nell’amministrazione comunale.  “Non siamo più davanti a una polemica politica o a episodi isolati – afferma Petrella – ma a un perimetro investigativo che si estende nel tempo e che riguarda anche periodi precedenti alla sua elezione a sindaco”. Un quadro che, secondo l’opposizione, non può più essere liquidato come contingente o strumentale, soprattutto perché coinvolge settori centrali della macchina amministrativa.  Nel ribadire il principio della presunzione di innocenza, Petrella sposta il tema su un piano esclusivamente istituzionale: “La domanda oggi è quante e quali inchieste può reggere un’amministrazione senza compromettere la credibilità dell’azione pubblica e la serenità dell’Ente”.  Da qui la richiesta formale, già inoltrata, di convocare un Consiglio comunale straordinario per discutere pubblicamente delle vicende giudiziarie che coinvolgono il vertice dell’amministrazione. “Alla luce di questo nuovo filone d’indagine – sottolinea – la convocazione del Consiglio diventa ancora più necessaria e non più rinviabile. È nelle sedi istituzionali che si deve fare chiarezza, davanti alla comunità”.  L’opposizione respinge infine ogni tentativo di spostare il confronto sul piano personale o sui social. “La responsabilità di chi guida un Comune non si misura nella capacità di difendersi mediaticamente, ma nella lucidità di valutare se esistono ancora le condizioni per governare senza esporre l’istituzione a rischi ulteriori. Oggi la priorità non è resistere politicamente, ma proteggere il Comune, la macchina amministrativa e i cittadini”.

di Marco Iandolo