Trasformavano un’area pubblica di pregio storico in una discarica a cielo aperto. Per questo motivo due imprenditori stabiesi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria dagli agenti della Polizia Municipale, al termine di un’attività investigativa che ha portato alla luce uno smaltimento illecito di rifiuti speciali all’interno del complesso delle Nuove Terme. Secondo quanto accertato dagli uomini del Nucleo di Polizia Ambientale, i due avrebbero utilizzato il piazzale antistante la sala congressi dell’ex parco idropinico per sversare materiali di risulta e scarti provenienti dalla propria attività edile. Un’area che, invece di rappresentare un simbolo della tradizione termale stabiese, sarebbe stata adibita a deposito abusivo in violazione delle normative ambientali vigenti. L’operazione è stata condotta sotto la direzione del Comandante Colonnello Francesco Del Gaudio e coordinata dal Maggiore Vincenzo Bisogni. Gli accertamenti hanno consentito di documentare l’attività illecita e di ricostruire le responsabilità dei due imprenditori, ora chiamati a rispondere delle contestazioni mosse. Lo smaltimento irregolare di rifiuti speciali costituisce un reato che può comportare sanzioni penali, ammende significative e l’obbligo di ripristino dei luoghi. Non si escludono ulteriori provvedimenti, compreso il sequestro dei mezzi eventualmente utilizzati per il trasporto e lo scarico dei materiali. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela ambientale e della salvaguardia delle strutture pubbliche cittadine, in particolare quelle legate alla storia termale di Castellammare di Stabia. Un patrimonio che, tra abbandono e atti illeciti, continua a richiedere interventi concreti di vigilanza e valorizzazione.
di Fausto Sacco

