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“Cattolicesimo e Politica: un dialogo per il pluralismo contemporaneo” di Giuseppe Cestone

In OPINIONE, POLITICA
Gennaio 31, 2026
“L’assemblea degli esterni di Gianfranco Rotondi esplora il ruolo dei valori della DC nella società di oggi, puntando sull’ascolto e sul confronto senza contraddittorio”

L’assemblea degli esterni è un esperimento politico e sociale proposto da Gianfranco Rotondi. In una politica che tende a parlarsi addosso e a cercare la dialettica del contraddittorio il modello proposto dalla DC della terza Repubblica si basa sull’ascolto. I tanti invitati provenienti da diverse aree politiche, ambienti della cultura cristiana e non solo, dovranno dare una risposta ad una comune domanda “Cattolicesimo nella Politica, abbiamo ancora qualcosa da dire?”. Senza contradittorio diretto, in dieci minuti, tutti avranno diritto di essere ascoltati. Un esperimento che vuole essere non tanto un’apologia dei tempi che furono ma una schietta analisi di quanto i valori della Democrazia Cristiana abbiano ancora da dare alla nostra società contemporanea. Il termine Cattolicesimo connota un accostamento identitario alla tradizione della Chiesa Cattolica, nella quale scorre il fiume principale della fede cristiana. È innegabile che la presenza forte della Chiesa nella storia del nostro Paese abbia influenzato e possa ancora influenzare la cultura italiana. Bisogna tuttavia riconoscere che nella società contemporanea l’influenza del cattolicesimo sta perdendo la sua presa soprattutto nelle nuove generazioni. Il mondo dell’immagine e del tutto “è” subito guadagna terreno sulla dimensione dello spirito e dell’ascolto di sé stessi. L’apparenza prevale sull’essenza e l’orizzonte dei valori umani si confonde nella tentazione transumana di voler essere sempre più simili alle macchine. Nel suo significato originale il termine Catholikos significa universale. La chiesa cattolica è Una (come recita il credo) Santa, Cattolica e Apostolica. L’unità della chiesa delle origini incarnava tuttavia la diversità di centinaia di culture ed etnie. La Chiesa è Una perché uno solo è il messaggio di Cristo ma plurale perché incarnata nelle diverse culture del mondo allora conosciuto. Il termine “casta meretrix” (casta meretrice) rappresenta la purezza di un messaggio che rimane vero pur contaminandosi in diverse culture. Quindi cattolico nel suo significato più ampio rappresenta un pluralismo che tende all’unità. Per tale ragione il cristianesimo politico è naturalmente avviato al cattolicesimo. La polis, cioè la comunità umana composta dai cittadini, è espressione della totale pluralità, dall’anziano all’immigrato, dal bambino all’operaio alla mamma e manager etc… Tutti siamo espressione unica di noi stessi (nel senso che siamo unici, non uguali a nessuno) ma al tempo stesso siamo parte del pluralismo della nostra società. Cattolicesimo è garanzia di pluralismo, etnico, culturale e religioso. Questo percorso proposto da Gianfranco Rotondi incarna una sfida al “genuinamente umano che trova eco nel cuore dei discepoli di Cristo” citazione del proemio della “Gaudium et Spes” costituzione conciliare che ha tracciato la rotta degli ultimi 60 anni di storia sul ruolo della Chiesa nel mondo. In questa storica assemblea degli esterni ascolteremo una pluralità di risposte ad una sola cattolica domanda dalla quale si auspica veder rinascere in italia un centro democratico che incarni il valore cristiano del dialogo.

di Giuseppe Cestone