Il mondo dell’influencer marketing e delle edizioni limitate si incrocia con il diritto dei consumatori in una vicenda che ha visto protagonisti il noto volto dei social media, Chiara Ferragni, e l’azienda dolciaria Balocco. A seguito delle denunce presentate dall’associazione dei consumatori Codacons, è emerso uno scenario controverso che ha aperto la strada a un “pandoro-gate”, termine con cui si è dipinta l’indagine in corso condotta dalla magistratura per truffa aggravata.
Il fulcro della disputa risiede nel recente lancio di una versione speciale del tradizionale dolce natalizio, il pandoro “Pink Christmas”, arricchito dal tocco glamour dell’influencer Chiara Ferragni. Venduti per la cifra di 9,37 euro, contro i 3,68 euro del classico pandoro Balocco, questi dolci sono finiti al centro del dibattito per una presunta ambiguità sulla destinazione degli extra profitti derivanti dalle vendite.
L’azione collettiva orchestrata dal Codacons si pone come obiettivo quello di tutelare i diritti dei consumatori che, influenzati dai post promozionali di Ferragni, avrebbero potuto credere che la differenza di prezzo di 5,69 euro fosse destinata a fini solidali, una componente che secondo le attuali investigazioni sembrerebbe non essere stata esplicitata chiaramente.
La questione ha preso una piega legale con l’associazione di consumatori che incoraggia gli acquirenti del pandoro “Pink Christmas” a aderire alla class action, anche in assenza dello scontrino fiscale. Il Codacons si è offerto di rappresentare i consumatori nella causa, puntando a ottenere il rimborso delle somme pagate in più, considerate non dovute.
Al momento, non si registrano dichiarazioni ufficiali da parte delle controparti Ferragni e Balocco. Mentre la magistratura continua a indagare sulla questione, l’opinione pubblica è divisa tra chi accusa l’operazione di marketing di mancanza di trasparenza e chi sostiene l’autenticità e la genuinità dell’iniziativa promozionale.
Si attende lo sviluppo delle procedimenti legali e le eventuali azioni risarcitorie, con gli occhi puntati non solo sulla cifra che Codacons intende recuperare per i consumatori, ma anche sulle ripercussioni che questo caso potrebbe avere sul frequente, e spesso controverso, incrocio tra celebrità e prodotti di largo consumo. Nel frattempo, la situazione rimane un monito per il settore influencer marketing, sempre più al centro dell’attenzione per la sua potenza e per i doveri etici e legali che ne conseguono.
