Nella notte tra martedì e mercoledì, un furto ha scosso profondamente la comunità di Trevico, nel cuore dell’Irpinia. Un gruppo composto da almeno sei persone ha fatto irruzione nella chiesa di Santa Maria Assunta, portando via una cassaforte contenente un ingente quantitativo di oggetti sacri in oro, stimato in oltre 10 chilogrammi, oltre a una corona risalente al 1934. Il colpo è avvenuto intorno alle 2.50 del mattino. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i carabinieri, giunti rapidamente dalle stazioni di Flumeri e Ariano Irpino. Presenti anche il sindaco Nicolino Rossi e il parroco don Claudio Lettieri, che hanno dato l’allerta e assistito ai primi rilievi. La notizia ha destato forte sconcerto in tutta la comunità locale e ha coinvolto immediatamente anche la Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, informata direttamente dell’accaduto dal vescovo Sergio Melillo. La chiesa colpita rappresenta uno dei luoghi di culto più importanti dell’Irpinia. L’edificio, dedicato anche alla Madonna della Libera, ha una storia millenaria: secondo le fonti storiche sarebbe stato edificato tra il V e il VI secolo su un precedente luogo di culto pagano, e fu cattedrale fino al 1818, anno della soppressione della diocesi di Trevico. All’interno della struttura sono custodite reliquie di grande valore religioso, tra cui quelle di Sant’Euplio, patrono del paese, oltre a quelle di Santa Rosalia e San Felice Martire. La cripta, riemersa dopo il terremoto del 1980, rappresenta uno dei gioielli artistici più significativi del complesso. Sull’episodio indagano ora le forze dell’ordine, che stanno analizzando le modalità del colpo per risalire all’identità della banda e al possibile destino del bottino. La comunità, intanto, resta sotto shock per un furto che colpisce non solo il patrimonio religioso, ma anche la memoria storica e identitaria del borgo.
di Marco Iandolo

