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Confindustria suona l’allarme: la competitività europea a rischio

In ECONOMIA
Gennaio 11, 2024
Carlo Bonomi incontra Mario Draghi evidenziando l'urgente necessità di rivedere la politica industriale dell'Unione Europea

L’Europa si trova ad un bivio critico sul fronte della competitività globale, come sottolineato dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, durante un incontro con l’ex presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi. In una recente intervista a RaiNews, Bonomi ha espresso apprezzamento per l’opportunità di dialogare direttamente con Draghi che sta redigendo un rapporto fondamentale sulla posizione competitiva del blocco europeo.

Emergono parole di stima da parte di Bonomi, che considera un onore e un privilegio per Confindustria essere stata l’associazione degli industriali a rappresentare l’Italia in questo contesto europeo di alto livello. Egli afferma che le direttive adottate e proposte da Confindustria hanno segnato il cammino per la politica industriale dell’intero continente negli ultimi anni, anche se questo contributo è rimasto in gran parte sottovalutato.

Nel confronto con Draghi, Bonomi ha portato all’attenzione la percezione di una sorta di complacency da parte dell’Unione Europea davanti alle sfide aggressive poste in termini di competitività da giganti economici quali Stati Uniti e Cina. Secondo lui, l’UE sarebbe troppo lenta nel rispondere e adeguarsi a tali sfide, in particolare in settori chiave come l’energia e la regolamentazione, dove attualmente si riscontrano difficoltà significative.

Uno dei temi centrali affrontati riguarda la necessità di un’azione europea più incisiva e tempestiva, che possa ristabilire terreno fertile per la crescita e l’innovazione. La regolamentazione troppo onerosa e l’autoregolamentazione sono visti come ostacoli verso l’efficienza operativa delle imprese, potenzialmente danneggiando la competitività del blocco europeo nel suo insieme.

Bonomi si esprime favorevolmente sulla decisione di presentare il rapporto di Draghi solo dopo le elezioni europee, al fine di evitare che il dibattito cruciale sul futuro dell’industria europea sia offuscato da lotte politiche elettorali. L’obiettivo dichiarato è assicurare che il rapporto possa essere valutato e discusso con la dovuta serietà dal nuovo Parlamento e dalla nuova Commissione europea.

La posizione di Bonomi evidenzia un senso di urgenza per l’Europa nel rivedere e potenziare le proprie politiche competitive. Il messaggio lanciato è chiaro: è giunto il momento di un risveglio industriale che ponga l’UE in grado di affrontare con determinazione e proattività le sfide del mercato globale del XXI secolo. Le mosse future dell’Unione Europea saranno decisivi per mantenere il suo posto nell’arena economica internazionale.