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Costo dei disastri naturali: una stangata da 120 miliardi di dollari

In ECONOMIA
Agosto 08, 2024

La frequenza e la virulenza degli eventi avversi della natura continuano a crescere, spingendo al rialzo anche il conto dei danni economici che essi provocano. Gli ultimi dati forniti dal conglomerato riassicurativo Swiss Re evidenziano una realtà preoccupante: nel solo primo semestre del 2024, i disastri naturali hanno generato perdite economiche per un ammontare sbalorditivo di 120 miliardi di dollari. Tra questi, ben 60 miliardi di dollari erano relativi a beni precedentemente assicurati, segnalando un incremento notevole rispetto alla media degli ultimi dieci anni e pari a un aumento del 62%.

Il rincaro dei danni può essere attribuito in grande parte alla crescente intensità dei temporali e alle tempeste improvvise, che non solo stanno manifestandosi con una frequenza sempre maggiore ma diventano anche meno prevedibili nei loro esiti. Balz Grollimund, Head Catastrophe Perils presso Swiss Re, sottolinea il ruolo rilevante di tali fenomeni atmosferici: “Negli ultimi anni, i temporali hanno rappresentato una delle principali cause dell’incremento delle perdite, soprattutto quelle coperte dalle polizze assicurative,” afferma Grollimund, evidenziando come il densificarsi della popolazione e l’incremento dei valori immobiliari nelle aree urbane abbiano accentuato la vulnerabilità delle strutture assicurate, specialmente nei confronti degli effetti devastanti della grandine.

Particolarmente critica appare la situazione delle tempeste convettive, categorie meteorologiche che comprendono forti venti, tornado, piogge intensissime e grandine, che nei primi sei mesi dell’anno sono costate 42 miliardi di dollari in termini di danni assicurati su scala globale. Un riscontro inquietante viene dagli Stati Uniti, dove ben 12 tempeste hanno ciascuna provocato danni superiori al miliardo di dollari. Dal 2008 a oggi, i danni economici derivanti da questi eventi sul suolo americano sono cresciuti dell’8% annuo.

Le implicazioni economiche di questa tendenza sono vastissime. Jérôme Haegeli, capo economista di Swiss Re, amplia la prospettiva: “Le perdite assicurate dovute a tempeste e temporali non sono solamente il risultato diretto degli eventi atmosferici ma sono anche aggravate da una generale inflazione, che eleva i costi di risarcimento.” Haegeli aggiunge, “Con l’avanzamento del progresso economico, l’esposizione ai rischi continua a intensificarsi.”

Di fronte a tale scenario, diviene imperativo adottare strategie preventive. Investire in misure capaci di ridurre l’impatto destructivo di questi fenomeni appare non solo necessario, ma inevitabile. Migliorare le norme edilizie per rendere le strutture più resilienti, proteggere le comunità dalle inondazioni e predisporre adeguati sistemi di allerta per la grandine sono solo alcune delle iniziative su cui è urgente concentrarsi. D’altro canto, la natura sempre più imprevedibile delle catastrofi naturali richiede un’impostazione proattiva rispetto alla gestione del rischio, un compito che spetta tanto alle autorità pubbliche quanto al settore privato assicurativo.

In conclusione, il crescente onere economico imposto dai disastri naturali è un monito che non può essere ignorato. Le strategie di mitigazione e adattamento devono evolversi al passo con l’intensificarsi e la variabilità degli eventi meteorologici, puntando su un approccio integrato e sostenibile per la sicurezza collettiva e la stabilità economica globale.