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Fermare l’ex Ilva: la Battaglia Giuridica dei Cittadini di Taranto Arriva a Corte

In ECONOMIA
Maggio 15, 2024

Il prossimo 25 giugno, alle 9.30, si terrà un’udienza cruciale presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che potrebbe cambiare radicalmente il destino della siderurgica ex Ilva di Taranto. Al centro di questa contesa giuridica vi sono le preoccupazioni per la salute pubblica e per l’ambiente, che hanno spinto un gruppo di cittadini tarantini, assieme a un giovane di 11 anni colpito da una patologia rara, a intraprendere un’azione legale di grande portata.

L’origine di questo scontro legale risale al settembre 2022 quando il Tribunale delle imprese di Milano ha deciso di interrompere temporaneamente il giudizio in corso, delegando alla Corte di Lussemburgo il compito di esaminare tre quesiti fondamentali. Queste questioni si riferiscono alla corretta interpretazione delle normative europee in materia di emissioni inquinanti provenienti dagli impianti industriali, in relazione alla legislazione italiana.

La denuncia, sostenuta da oltre 130 cittadini e promossa con l’assistenza dei legali Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, mira a ottenere una serie di provvedimenti drastici. Tra questi, la cessazione delle attività dell’area a caldo, la chiusura delle cokerie e la sospensione delle operazioni fino all’implementazione effettiva delle misure prescritte dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Inoltre, è richiesta la formulazione di un piano industriale che preveda una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 50%.

Durante l’udienza preliminare del 14 dicembre, l’avvocato generale della Corte UE, Juliane Kokott, ha enfatizzato che, secondo le direttive europee, nessun impianto industriale dovrebbe ricevere autorizzazioni se provoca danni eccessivi alla salute umana. Solo in rare circostanze, ha aggiunto, potrebbero essere ammessi rinvii alle misure di mitigazione dell’impatto ambientale.

Questa situazione mette in luce il complesso bilanciamento tra lo sviluppo industriale e la protezione dell’ambiente e della salute pubblica, una dicotomia che per anni ha influito sulla vita dei cittadini di Taranto. La regione Puglia ha mostrato sostegno ai ricorrenti costituendosi in giudizio ad adiuvandum, puntando a rafforzare la pressione legale contro l’impianto accusato di contribuire significativamente all’inquinamento locale.

Questo caso non riguarda solo la cittadinanza di Taranto o l’industria siderurgica italiana, ma solleva questioni di rilevanza europea sulla gestione delle autorizzazioni industriali e l’impatto ambientale delle grandi industrie. La decisione che verrà presa dalla Corte di Giustizia UE potrebbe quindi non solo decidere il destino di un’area industriale, ma anche segnare una pietra miliare nella legislazione ambientale europea, con potenziali ripercussioni su come l’UE affronta conflict tra industria e ambiente in futuro.

Resta da vedere quale sarà il verdetto della Corte il prossimo giugno, ma è indubbio che la risoluzione di questa battaglia legale sarà un momento definitivo per la comunità tarantina e potrebbe creare un importante precedente legale in termini di diritti ambientali e tutela della salute in Europa.