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Italia Leader Europeo nella Rigenerazione dei Lubrificanti Usati

In ECONOMIA
Dicembre 03, 2024

L’importanza dei lubrificanti nell’industria e nell’autotrazione è indiscutibile, soprattutto in un’epoca che richiede soluzioni sostenibili per preservare l’ambiente. In questo contesto, l’Italia si afferma come un punto di riferimento in Europa grazie al Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati (Conou). Sotto la guida del presidente Riccardo Piunti, il Conou ha ottenuto risultati notevoli, con una percentuale di rigenerazione dei lubrificanti usati che raggiunge il 100% sul territorio nazionale, superando la media europea del 82%.

Mentre in Italia si celebra questo risultato eccezionale, la questione preoccupa a livello europeo. Il 18% dei lubrificanti non recuperato rappresenta non solo una perdita di risorse, ma anche un rischio ambientale, considerando la pericolosità di questi rifiuti. Questi oli usati, infatti, possono liberare sostanze nocive, inquinanti e persino cancerogene nell’ambiente se non trattati correttamente.

Per affrontare e ottimizzare le sfide relative alla raccolta, Conou ha introdotto una soluzione tecnologica innovativa: un’applicazione mobile destinata ai concessionari, che facilita la comunicazione e il coordinamento tra i diversi attori del processo. Attraverso l’app, i concessionari possono connettersi con gli autisti e gestire efficacemente i 103.000 punti di raccolta distribuiti in Italia. Questo sistema permette anche di adattare i piani di raccolta in tempo reale, ad esempio, modificandoli in caso di chiusura temporanea delle officine.

Oltre a migliorare i processi esistenti, il Conou esplora nuove frontiere nella gestione dei lubrificanti con un’attenzione particolare ai biolubrificanti. Questi ultimi, derivati da fonti vegetali, non possono essere trattati allo stesso modo dei lubrificanti tradizionali a base minerale. Per questo, si sta studiando un sistema di raccolta separata e, attraverso progetti pilota, si punta a rigenerare anche questi oli ecologici, reintroducendoli nel ciclo produttivo.

Il presidente Piunti sottolinea l’importanza di anticipare le future esigenze del settore, notando che, nonostante la crescente propensione verso la mobilità elettrica, i lubrificanti resteranno un elemento cruciale nelle dinamiche industriali. Ecco perché il loro impatto ambientale deve essere minimizzato attraverso pratiche di recupero e rigenerazione efficaci e sostenibili.

L’esempio italiano dimostra non solo la fattibilità ma anche i benefici economici e ambientali di un approccio proattivo e innovativo nella gestione dei rifiuti pericolosi. Con tali pratiche, l’Italia non solo protegge il proprio ecosistema ma fornisce anche un modello di riferimento per altri paesi europei e del mondo, evidenziando come la sostenibilità possa andare di pari passo con lo sviluppo industriale e tecnologico. Mentre l’Europa cerca di colmare il divario nel recupero dei lubrificanti, l’approccio italiano offre spunti preziosi e una direzione chiara verso un futuro più verde e responsabile.