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Crisi Occupazionale alla Base USAF di Aviano: Tra Dimissioni Volontarie e Licenziamenti Imminenti

In ECONOMIA
Dicembre 03, 2024

All’interno della Base USAF di Aviano si sta consumando una crisi occupazionale che vede coinvolti numerosi lavoratori. Recentemente, è stato riferito dalle autorità sindacali che 20 impiegati hanno optato per le dimissioni volontarie, mentre per altri 21 si sta profilando un panorama meno volontario, con licenziamenti pianificati che diverranno effettivi a partire da marzo 2025.

Valentina Francescon, responsabile Lavoro del Partito Democratico (PD) per il Friuli Venezia Giulia, ha esposto questa situazione critica al termine di un incontro con Angelo Zaccaria, coordinatore territoriale UilTucs di Pordenone e figura di spicco a livello nazionale per la Air Force della Uil. L’incontro ha avuto l’obiettivo di dibattere sul futuro di questi lavoratori e sull’impatto delle decisioni aziendali sulla comunità locale.

La responsabile ha tabled un appello accorato per l’interruzione dei licenziamenti e la salvaguardia dei contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale civile non statunitense delle forze armate USA presenti in Italia. Questa richiesta riflette una preoccupazione più ampia per l’osservanza degli accordi preesistenti e la protezione dei livelli occupazionali.

Uno degli aspetti più preoccupanti evidenziati durante l’incontro riguarda le modalità con le quali le decisioni sono state portate avanti. Francescon critica il ricorso a incentivi che giudica “irrisori” e sostanzialmente efficaci solo per coloro che sono vicini alla pensione. Questo strumento di uscita, tuttavia, risulta non praticabile per i lavoratori più giovani, con ancora diversi anni prima del raggiungimento dell’età pensionabile, i quali rischiano seramente di non trovare alternative lavorative equivalenti.

Al fondo del contenzioso ci sarebbe la necessità, espressa dalla direzione della base, di ridurre i costi operativi attraverso l’introduzione di automazioni e l’esternalizzazione di alcune funzioni. Francescon sottolinea come questa scelta non derivi dalla cessazione di specifiche funzioni, ma da un deliberato intento di contenimento economico, che si traduce in una violazione dell’articolo 57 del contratto collettivo nazionale di lavoro, destinato al personale civile non statunitense delle forze armate USA in Italia.

Il Partito Democratico, attraverso le parole di Francescon, ha annunciato la volontà di intensificare gli sforzi e di rivolgersi direttamente al ministro della Difesa, nella speranza che un precedente question time parlamentare, rimasto senza risposta, possa finalmente trovare un riscontro concreto e tempestivo.

In conclusione, la situazione alla Base USAF di Aviano non è solo una questione di numeri o di risparmi economici. Si tratta di individui e famiglie, il cui futuro lavorativo e personale sta per essere irrimediabilmente scosso. La risposta del governo e delle autorità competenti sarà decisiva nel determinare non solo le sorti di questi lavoratori, ma anche il grado di fiducia che il personale civile non statunitense può giustamente aspettarsi da un’entità governativa ospitante. La comunità attorno alla base di Aviano, oltre ai direttamente interessati, guarda con apprensione e speranza alle future decisioni in questo delicato ambito lavorativo.