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Crescita Bilaterale per il Commercio extra UE a Febbraio 2024

In ECONOMIA
Marzo 28, 2024

In un contesto economico globale che continua a presentare sfide e opportunità, l’Italia mostra segnali positivi nella dinamica del commercio con i Paesi extra Unione Europea. Secondo le stime dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), a febbraio 2024, si è registrato un incremento sostanziale sia delle esportazioni che delle importazioni, rispettivamente del 7,0% e del 5,4% rispetto al mese precedente.

I dati forniti dall’Istat evidenziano una crescita particolarmente marcata nell’ambito delle esportazioni di beni strumentali, che hanno visto un balzo impressionante del 15,5%. Questo forte incremento è principalmente attribuibile alla domanda di mezzi di navigazione marittima, settore che pare trarre grande beneficio dalla ripresa delle attività economiche globali e dal rinnovato interesse verso la diversificazione degli scambi commerciali.

Sul fronte delle importazioni le cifre sono altrettanto incoraggianti, con una crescita che si estende a tutte le categorie di beni. I consumi durevoli, in particolare, si distinguono con un aumento del 13,6%, segno di un rinnovato ottimismo delle famiglie e di una maggiore fiducia nel potere di acquisto. Anche i beni di consumo non durevoli e i beni strumentali hanno mostrato rispettivamente un incremento del 7,3% e dell’8,3%, testimoniando una domanda interna robusta e un riavvicinamento alla normalità dopo periodi di incertezza.

Se ci si focalizza sul trimestre dicembre 2023-febbraio 2024, l’export complessivo fa segnare un aumento moderato dello 0,7%. È particolarmente rilevante il progresso delle esportazioni di beni di consumo durevoli, saliti del 7,3%, e di beni strumentali con il 2,5%. Questo contrasta con un leggero calo per i beni intermedi (-0,6%) e una più significativa riduzione delle esportazioni di energia (-12,2%), le quali rispecchiano la continua e complessa evoluzione del quadro energetico internazionale.

Interessante notare che, sebbene l’import abbia registrato una generale flessione dell’8,1%, con particolare enfasi sulle diminuzioni nell’energia (-18,1%) e nei beni di consumo durevoli (-11,4%), l’export su base annua mostra una salita del 2,1%, indicando una resilienza del settore produttivo italiano nell’ottica di medio-lungo termine.

Degno di nota è il particolare decremento annuo dell’import di energia, che si contrae del 30,6%, influenzando notevolmente il dato complessivo delle importazioni, che evidenzia una flessione dell’ordine del 10,4%. La drastica riduzione degli acquisti di energia riflette un quadro internazionale ancora teso e una possibile spinta verso fonti più sostenibili e autonome.

In conclusione, le cifre indicano una vitalità del settore export italiano, in particolare per quanto concerne i beni strumentali e di consumo durevoli, che rappresentano settori chiave per l’economia del Paese. Questi dati riflettono l’adattamento delle imprese italiane dinanzi alle mutevoli condizioni del mercato globale e la loro capacità di cogliere nuove opportunità commerciali al di fuori del contesto UE.