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Crescita Sostenuta delle Imprenditrici in Italia

In ECONOMIA
Marzo 08, 2024

Una ventata di femminilità soffia sull’imprenditoria italiana, come si evince dal più recente report dell’Istat. Nel tessuto economico del paese, le imprenditrici stanno conquistando una fetta sempre più consistente, con una crescita segnalata di circa 65mila unità rispetto al 2015. Le cifre parlano chiaro: gli imprenditori in Italia superano i 4,8 milioni, e le donne rappresentano il 30% di questa cifra, per un totale di oltre 1,4 milioni di imprenditrici che si distinguono in un panorama ancora prevalentemente maschile.

Un dato che salta all’occhio è la predominanza delle imprenditrici che operano senza dipendenti, percentuale che si attesta al 64,8%, maggiore rispetto al 62,4% degli imprenditori uomini. Questo trend potrebbe rifletttere una maggiore propensione delle donne ad avviare piccole imprese o attività individuali, anche se non si esclude che rientri in gioco la difficoltà nell’accesso al credito e nei finanziamenti, ostacoli noti per le piccole e medie imprese.

Riguardo alla distribuzione per età, le imprenditrici mostrano una media di 49 anni, più bassa rispetto ai 52 anni dei colleghi maschi, con una marcata presenza nel segmento under 35, suggerendo un inizio di rinnovamento generazionale in atto. Mentre nell’ambito 50enni e più le donne raggiungono il 26,5%, la loro presenza cresce nella fascia di età centrale (33%) e ancor di più tra i più giovani (37,1%).

Interessante notare come le donne si orientino in modo significativo verso il settore dei Servizi, con una massiccia rappresentanza del 90,7%, dove costituiscono il 34,2% degli imprenditori del comparto. La scelta potrebbe essere influenzata dalla natura di questi settori, spesso più flessibili e compatibili con le responsabilità familiari, ma anche da un’inclinazione alla gestione di imprese a contatto diretto con il cliente.

Dall’analisi emerge inoltre che le imprenditrici tendono ad avere un livello di istruzione più elevato rispetto ai loro omologhi maschili, con un vistoso 34,5% che ha conseguito un titolo di studio terziario, contro il 23,4% degli uomini. Questo elemento, oltre a denotare un miglior accesso all’istruzione superiore per le donne, indica come il livello di formazione influenzi positivamente la presenza femminile nel mondo dell’imprenditoria e contribuisca a ridurre il gap di genere.

La leggera crescita registrata è un segnale incoraggiante, che riflette il dinamismo e la resilienza delle donne italiane nel campo dell’imprenditoria. Tale trend necessita di essere supportato da politiche inclusive e misure di incentivo che possano facilitare l’apertura e lo sviluppo di nuove imprese femminili, al fine di promuovere una crescita economica equa e paritaria. Con le donne fortemente in campo, l’economia del paese potrà beneficiare di un’ampia varietà di competenze, visioni e innovazioni necessarie a un mercato sempre più competitivo ed in continua evoluzione.