La Lega B, uno degli organi più influenti nell’ambiente calcistico italiano, ha recentemente raggiunto un traguardo significativo per quanto concerne l’uguaglianza e la parità di genere all’interno del proprio contesto lavorativo. Dasa-Rägister, ente di certificazione di prim’ordine, ha ufficialmente riconosciuto gli sforzi e le politiche attuate dalla Lega B, rilasciando una serie di certificazioni di alto livello.
Tra le attestazioni acquisite spicca la UNI/PdR 125:2022, una certificazione che evidenzia la dedizione e l’impegno della Lega nel promuovere un lavoro mirato alle pari opportunità, con lo scopo di garantire un ambiente professionale equo e inclusivo. Questo riconoscimento si affianca ad altre due importanti certificazioni ottenute: la ISO 9001 che garantisce la qualità dei processi organizzativi e la ISO 45001, un sigillo di qualità per ciò che concerne la salute e la sicurezza sul posto di lavoro.
L’obiettivo di questa mossa strategica, oltre a ribadire l’importanza del benessere e della parità tra i collaboratori, si traduce in vantaggi concreti per la Lega B. Tali certificazioni infatti, apriranno la strada a benefici fiscali notevoli e potranno favorire la Lega in occasione di partecipazioni a gare d’appalto a livello nazionale ed europeo, grazie ad un posizionamento privilegiato derivante dai criteri di inclusività e di impegno sociale dimostrato.
Il presidente Mauro Balata ha espresso grande orgoglio per questo traguardo, sottolineando come i valori di trasparenza, inclusione e pari opportunità siano stati da sempre tra gli obiettivi prioritari della governance della Lega B. In ogni iniziativa, sia essa interna o durante gli eventi dei fine settimana, emerge la volontà di riflettere questi principi, sfruttando l’ampio impatto comunicativo e l’universalità del calcio per far arrivare il messaggio.
Questo percorso virtuoso realizzato dalla Lega B è emblematico di un cambiamento culturale più ampio nello sport, dove la parità di genere e l’inclusività diventano aspetti sempre più centrali, non solo tra gli atleti ma anche a livello di gestione e organizzazione. Resta da vedere quanto rapidamente altri enti e leghe sportive seguiranno l’esempio posto, in un mondo del calcio che è sempre stato un palcoscenico tanto per la competizione in campo quanto per le battaglie sociali e culturali fuori dal rettangolo di gioco.
