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Crisi nell’esecutivo dopo il referendum: si dimette il ministro del Turismo, tensioni nella maggioranza

In POLITICA
Marzo 25, 2026
Il governo affronta le conseguenze politiche della vittoria del No: lasciano anche Delmastro e Bartolozzi, mentre Nordio rivendica la propria permanenza.

Il risultato del referendum, segnato dalla vittoria del No, apre una fase delicata per l’esecutivo, chiamato a fare i conti con le ripercussioni politiche interne e con le prime, significative dimissioni.   A lasciare il proprio incarico è stata la ministra del Turismo, Daniela Santanchè  che ha formalizzato le dimissioni dopo la richiesta arrivata dalla presidente del Consiglio. Nella lettera indirizzata alla premier, l’ormai ex titolare del dicastero ha rivendicato il lavoro svolto, sottolineando di aver operato “al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione”, pur accettando la decisione politica maturata ai vertici del governo.   Non si tratta però di un caso isolato. Nelle stesse ore hanno annunciato le dimissioni anche Delmastro e Bartolozzi, segnali evidenti di una tensione crescente all’interno della maggioranza, chiamata ora a ritrovare compattezza dopo il passaggio referendario.  Diversa la posizione del ministro della Giustizia, che ha voluto chiarire pubblicamente la propria linea: “Non c’è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto”, ha dichiarato, respingendo ogni ipotesi di passo indietro e ribadendo la volontà di proseguire nel proprio incarico.  Il quadro che emerge è quello di un governo alle prese con una fase di assestamento, in cui il risultato del referendum sembra aver accelerato dinamiche già presenti. Le dimissioni rappresentano un primo segnale concreto, ma resta da capire se si tratterà di episodi isolati o dell’inizio di un riassetto più ampio.  Nei prossimi giorni sarà decisivo comprendere come l’esecutivo intenderà rispondere politicamente al voto e se riuscirà a ricompattarsi per affrontare le sfide che attendono il Paese.

di Fausto Sacco