Negli ultimi sei mesi si è assistito a una marcata diminuzione delle visite mediche di controllo ai lavoratori in malattia, con un calo complessivo del 30,68% rispetto al periodo analogo del 2023. I dati emergenti dall’Osservatorio sul Polo unico della malattia evidenziano una riduzione significativa, da 631.402 visite nel primo semestre del 2023 a soltanto 437.710 nel corrispondente lasso di tempo del 2024.
La discesa delle valutazioni mediche è stata palesemente piú marcata nel settore pubblico, dove le visite fiscali hanno raggiunto a stento le 186.789 nel confronto con le 338.328 del 2023, traducendosi in un abbassamento del 44,79%. Questo decremento notevole mette in luce una dinamica preoccupante che potrebbe riflettere variazioni nelle politiche di gestione delle assenze per malattia o nelle procedure di controllo.
Durante il primo trimestre dell’anno, il numero delle visite è sceso a 26 ogni mille certificati, un decremento dal 36 registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Questa tendenza si è evidenziata con particolare intensità nel pubblico, che nonostante il calo ha mantenuto un rapporto di visite per certificato superiore rispetto al privato, con 46 controlli ogni mille certificati contro i 20 del settore privato.
Tra le cause di questa flessione si segnala un crollo nell’esecuzione delle visite d’ufficio nel settore pubblico, ridottesi del 70,8%, un dato che chiarisce solo in parte le dinamiche dietro questa tendenza. Nel settore privato, invece, il decremento nelle visite d’ufficio e quelle datoriali è stato più uniforme, attestandosi rispettivamente al 13,1% e al 14,4%.
Il secondo trimestre ha seguito una direzione simile, con un numero medio di visite ogni mille certificati sceso a 30, contro le 48 dello stesso periodo nel 2023. Curiosamente, nel pubblico, il numero di visite è colato vertiginosamente, con 52 controlli ogni mille certificati rispetto ai 109 del secondo trimestre del 2023.
Questi dati sollevano questioni significative riguardo l’efficacia e l’efficienza dei meccanismi di controllo nelle assenze per malattia, nonché le possibili implicazioni sul benessere dei lavoratori e sulla gestione delle risorse umane all’interno delle aziende, sia pubbliche che private. È imperativo analizzare in profondità le cause di questo trend decrescente per assicurare un equilibro tra diritto alla salute dei lavoratori e la necessità delle aziende di monitorare l’assenteismo per motivi di salute. Questo equilibrio è essenziale non solo per la sostenibilità del sistema sanitario dei controlli, ma anche per la fiducia reciproca tra datore di lavoro e dipendente, pilastri fondamentali di ogni rapporto lavorativo.
