37 views 3 mins 0 comments

Demistificazione del mito mafioso tra i giovani: l’appello del presidente Di Bella

In POLITICA
Marzo 26, 2024

Una sfida sociale e culturale è stata lanciata dal presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, che pone l’accento sulla necessità di smantellare l’immagine glorificata del boss mafioso tra i giovani. Durante la sua recente audizione in commissione Antimafia, Di Bella ha sollevato il problema di adolescenti del rione San Cristoforo di Catania che vedono come un idolo il capomafia Benedetto Santapaola, nonostante questi sia rinchiuso da oltre tre decenni.

Il mito di Santapaola persiste nonostante la sua detenzione a lungo termine, i problemi personali e la salute cagionevole, evidenziando un disallineamento tra la realtà della vita del criminale e la percezione che alcuni giovani hanno di esso. Di Bella, insieme alla procuratrice per minorenni Carla Santocono, ha illustrato come questo fenomeno non sia solo un fatto di cronaca, ma rappresenti una problematica radicata nel tessuto sociale che necessita di un approccio proattivo.

Il magistrato è stato promotore del protocollo ‘Liberi di scegliere’, un progetto volto a dare opportunità alternative ai giovani che vivono in ambienti ad alto rischio di criminalità organizzata. Di Bella ritiene che le organizzazioni criminali trovino terreno fertile a causa di una “questione culturale” che va affrontata con politiche preventive. Una delle soluzioni proposte è l’investimento nella scuola a tempo pieno, che possa diventare un centro culturale capace di offrire supporto e prospettive differenti ai ragazzi.

L’Osservatorio sui minorenni, istituito dalla Prefettura di Catania, è stato citato da Di Bella come un esempio di iniziativa efficace da estendere su scala più ampia. Il presidente ha inoltre evidenziato l’alta percentuale di abbandono scolastico che spesso porta i giovani a essere cooptati dalle reti criminali fin dalla tenera età, anche in ruoli di grave illegalità come il traffico di sostanze stupefacenti.

Il protocollo ‘Liberi di scegliere’ ha già visto l’adesione di oltre 150 minorenni e 30 donne. Di Bella ha espresso la speranza che l’iniziativa possa evolversi in una legge con finanziamenti stabili. Attualmente, il sostegno a livello economico proviene in gran parte dalla Conferenza episcopale italiana ma, come sottolineato da Di Bella, è necessario un ulteriore supporto per garantire inclusione e autonomia.

In conclusione, la sfida lanciata da Di Bella non si limita ad un cambio di narrativa, ma richiede un intervento multifattoriale, che coinvolga istituzioni, scuola e società civile, per garantire un futuro lontano dall’ombra del crimine organizzato per le nuove generazioni.