In un momento critico della stagione, con la spada di Damocle della zona retrocessione che pende minacciosa, Eusebio Di Francesco, allenatore del Frosinone, sprona i suoi uomini all’unità e alla concentrazione in vista della difficile trasferta di Bergamo. Domani sera alle 20.45 al Gewiss Stadium i ciociari si troveranno di fronte l’entusiasmo di un’Atalanta galvanizzata dall’ottimo rendimento in Coppa Italia.
Il Frosinone arriva all’appuntamento con il fardello di quattro sconfitte consecutive in campionato e il recente ko in Coppa Italia contro la Juventus. Di Francesco, tuttavia, non perde la fiducia e ricorda il successo ottenuto nell’incontro d’andata: una vittoria che ha suggellato il suo esordio sulla panchina frusinate e che spera di poter replicare per risvegliare lo spirito combattivo della squadra.
La lista degli indisponibili, purtroppo, si è allungata con le ultime defezioni di Monterisi, alle prese con problemi alla caviglia, e di Cuni, colpito dall’influenza. Si aggiungono agli assenti di lunga durata come Marchizza, Oyono, Baez e Kalaj. Nonostante le adversità, il tecnico si mostra combattivo e punta ad una formazione solida che veda l’inserimento del nuovo arrivo Bonifazi in difesa, e un attacco capace di tenere alta la pressione sull’avversario con Soulé e Harroui a supporto dell’attaccante Cheddira.
Il capitano Mazzitelli è atteso al rientro a centrocampo, affiancato da Barrenechea, con Lirola e Gelli pronti a dare ampiezza sulle fasce. La sfida rappresenta non solo un banco di prova sportivo, ma anche l’occasione per i due club di finalizzare il passaggio in prestito al Frosinone del terzino atalantino Zortea.
L’appuntamento è dunque per domani sera, in uno scenario che Di Francesco immagina infuocato e partecipato. Il tecnico sa che una buona prestazione non si compone solo di giocate individuali, ma di un’atmosfera di fiducia e una mentalità battagliera che possa fondere insieme il talento e la tattica. È un appello alla resilienza che fa, evocando l’importanza di alzare “l’attenzione in ogni momento del match”, come fosse l’essenza stessa della salvezza.
