146 views 4 mins 0 comments

Villa Sora, la scoperta che emoziona gli archeologi: affreschi e cantiere fermati dall’eruzione del 79 d.C.

In CAMPANIA, CULTURA, NAPOLI
Giugno 12, 2026
Villa Sora torna a parlare: tra affreschi preziosi e un cantiere interrotto dalla furia del Vesuvio.

di Giuseppe Di Giacomo – L’incontro inaugurale delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, promosso dal Parco Archeologico di Ercolano e ospitato presso la splendida cornice di Palazzo Vallelonga, sede della Banca di Credito Popolare, ha rappresentato un momento di grande rilevanza scientifica e culturale per la valorizzazione dell’area archeologica di Villa Sora a Torre del Greco. L’evento, inserito nel programma europeo dedicato al tema dell’archeologia, ha posto al centro dell’attenzione i risultati delle più recenti campagne di scavo e restauro condotte tra il 2023 e il 2026, confermando Villa Sora come uno dei contesti archeologici più promettenti del territorio vesuviano. Dopo i saluti istituzionali del presidente della BCP, Domenico Borriello e del sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, i lavori sono stati coordinati dalla professoressa Carmela Capaldi e da Giuseppe Scarpati. Sono quindi intervenuti la direttrice del Parco, Federica Colaiacomo, il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, il professor Aldo Cinque e Gaia Mattei, delineando il valore strategico delle ricerche in corso per la conoscenza del paesaggio antico vesuviano. Particolarmente apprezzata dal numeroso pubblico presente è stata la relazione della dottoressa Marina Caso, che ha illustrato la storia di Villa Sora, le attività di ricerca svolte negli ultimi anni e le prospettive future del sito. La studiosa ha evidenziato come la villa marittima romana, edificata nel I secolo a.C. e parzialmente sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., sia tornata al centro dell’interesse scientifico internazionale. Le indagini più recenti hanno restituito risultati di straordinaria importanza. Sul fronte nord-orientale del complesso è stato infatti individuato un ambiente di circa dieci metri quadrati decorato con affreschi di elevatissima qualità artistica. Tra i motivi pittorici emersi figurano aironi disposti attorno a un candelabro dorato, ghirlande, fregi ornamentali e creature fantastiche dipinte su fondi rossi e neri, testimonianza del raffinato gusto decorativo della villa. Ancora più significativa è la scoperta di materiali da costruzione, marmi e attrezzi da lavoro che attestano come l’edificio fosse interessato da un’importante fase di ristrutturazione proprio al momento dell’eruzione del 79 d.C., offrendo agli studiosi una preziosa fotografia di un cantiere improvvisamente interrotto dalla catastrofe vesuviana. Numerosi gli specialisti che hanno contribuito alla giornata di studi: oltre a Gaia Mattei e Marina Caso, sono intervenuti Mario Notomista, Domenico Camardo, Amalia Piscitelli, Gioacchino Maddaloni, Ida Lombardi, Cinzia Schiano Di Cola, Chiara Coticelli, la restauratrice Marianna Musella, Barbara Cesarano, Antonio Testa, Roberta Gentile, Alfonso Ancona, Francesca Guida, Francesca Cantone, Giuliana Taranto, Raffaella Villani, Daniela Leone e Roberta Senese. I loro contributi hanno approfondito aspetti archeologici, geologici, topografici, conservativi e digitali del progetto, evidenziando l’approccio multidisciplinare che caratterizza oggi la ricerca a Villa Sora. Un aspetto fondamentale emerso durante il convegno riguarda la tutela del sito. Le attività non si sono limitate infatti allo scavo archeologico, ma hanno compreso interventi di consolidamento strutturale, pulitura e restauro degli apparati decorativi, consolidamento della pellicola pittorica degli affreschi e ricollocazione dei frammenti distaccati. Queste operazioni consentiranno non solo la conservazione delle nuove scoperte, ma anche una futura valorizzazione pubblica del complesso monumentale. Le iniziative proseguono il 13 e 14 giugno con le visite guidate straordinarie all’area archeologica di Villa Sora, curate dal Gruppo Archeologico Vesuviano, offrendo ai visitatori l’opportunità di osservare direttamente il cantiere e i risultati delle ricerche che stanno riscrivendo la storia di una delle più importanti ville marittime dell’antica costa vesuviana.