Diana Bianchedi sarà la nuova capo delegazione della Nazionale italiana di calcio. Una scelta che va oltre la semplice individuazione di una figura istituzionale e che, nelle intenzioni della Federazione, punta a segnare un nuovo rapporto tra il mondo del pallone e il sistema sportivo italiano. Ad annunciare la nomina è stato il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Le prime anticipazioni dell’intervista restituiscono il senso di un’operazione che lo stesso Malagò definisce una vera e propria “rivoluzione culturale”. Bianchedi porta con sé un profilo di assoluto rilievo nel panorama sportivo nazionale e internazionale. Ex schermitrice, è stata protagonista ai massimi livelli della disciplina, conquistando due titoli olimpici. Ma è soprattutto il percorso costruito dopo la carriera agonistica a rendere particolarmente significativa la sua scelta. Laureata in medicina, con master in ambito sportivo e manageriale, Bianchedi ha ricoperto incarichi di vertice nel mondo dello sport italiano. Tra questi, il ruolo di vicepresidente vicaria del CONI e quello legato a Milano Cortina. Un curriculum che, secondo Malagò, rappresenta una garanzia di prestigio, competenza e credibilità anche sul piano internazionale. La sua presenza alla guida della delegazione azzurra assume dunque un valore che va oltre il campo di gioco. L’obiettivo è quello di avvicinare ulteriormente la Nazionale all’intero movimento sportivo italiano, superando quella separazione tra calcio e resto dello sport che negli anni ha spesso caratterizzato il dibattito pubblico. “Il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte”, è il concetto espresso da Malagò, secondo il quale la nomina risponde anche a una richiesta proveniente dagli appassionati e, più in generale, dagli italiani. La scelta di Bianchedi si inserisce proprio in questa prospettiva: fare della Nazionale un punto di incontro tra esperienze, competenze e discipline diverse. Una figura con un forte passato olimpico e una consolidata esperienza manageriale diventa così il collegamento tra l’Italia del pallone e un sistema sportivo molto più ampio. Essere vicepresidente vicaria del CONI e, contemporaneamente, diventare il volto istituzionale della Nazionale italiana nelle trasferte internazionali significa, nelle parole di Malagò, riportare “il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi”. La nomina di Diana Bianchedi rappresenta quindi una novità importante non soltanto per la Nazionale, ma per l’intero movimento sportivo italiano. Il suo percorso, dalla pedana olimpica ai ruoli dirigenziali, racconta infatti l’evoluzione di una campionessa diventata dirigente e oggi chiamata a ricoprire un incarico di grande visibilità e responsabilità. Un ponte tra il calcio e lo sport italiano. È questa, in definitiva, la sfida affidata a Diana Bianchedi: portare nella Nazionale competenze, autorevolezza e una visione capace di guardare oltre i confini del rettangolo verde.
di Fausto Sacco

