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È morto Massimiliano Cencelli, l’uomo che diede un nome alla spartizione del potere

In CRONACA, IN EVIDENZA, REGIONI
Agosto 09, 2026
Aveva 90 anni. Ex funzionario della Democrazia cristiana, è diventato celebre per il “Manuale Cencelli”, l’espressione entrata nel linguaggio politico italiano per indicare la distribuzione degli incarichi secondo il peso di partiti e correnti.

È morto a Roma, nel pomeriggio di sabato 8 agosto, Massimiliano Cencelli. Aveva 90 anni. Ex funzionario della Democrazia cristiana, Cencelli è diventato una figura conosciuta ben oltre gli ambienti della politica italiana soprattutto per il cosiddetto “Manuale Cencelli”, destinato a diventare una delle espressioni più celebri del linguaggio politico nazionale.  Il suo nome è infatti entrato nell’uso comune per descrivere un metodo di distribuzione degli incarichi pubblici basato sui rapporti di forza tra partiti, correnti e gruppi politici. Un criterio utilizzato per stabilire equilibri nella scelta di ministri, sottosegretari, presidenti e componenti di organismi e istituzioni, tenendo conto del peso delle diverse forze in campo.  Il “Manuale”, al di là del nome con cui è passato alla storia, rappresentava soprattutto la fotografia di una stagione politica nella quale la Democrazia cristiana era attraversata da numerose correnti e la ricerca degli equilibri interni costituiva una parte essenziale della vita del partito.  Cencelli, funzionario della Dc, aveva elaborato un sistema attraverso il quale rapportare la presenza delle diverse correnti alla distribuzione degli incarichi. Un meccanismo pragmatico, legato alla politica di quegli anni, che con il tempo ha assunto una dimensione molto più ampia, fino a diventare una vera e propria espressione giornalistica.  Ancora oggi, quando una nomina politica viene interpretata come il risultato di una trattativa tra partiti o correnti, si parla inevitabilmente di “Manuale Cencelli”. Il termine è diventato sinonimo di equilibrio tra i diversi soggetti politici e, non di rado, anche di spartizione del potere.  La particolarità della vicenda è che il nome di Cencelli ha finito per sopravvivere alla stagione politica nella quale il metodo era nato. Il sistema delle correnti della Prima Repubblica appartiene ormai alla storia italiana, ma l’espressione continua a essere utilizzata nel dibattito pubblico e sui giornali.  Il “Manuale Cencelli” è così entrato stabilmente nel vocabolario della politica, tanto da essere citato ancora oggi quando si devono valutare gli equilibri nella composizione di un governo, nella distribuzione delle responsabilità istituzionali o nella scelta dei vertici di enti e organismi pubblici.  Con la morte di Massimiliano Cencelli scompare dunque, a 90 anni, l’uomo al quale è legato uno dei più conosciuti “marchi” della politica italiana. Un nome che, nel corso dei decenni, è diventato molto più famoso dello stesso personaggio e che continua a essere utilizzato per raccontare un modo preciso di intendere la gestione degli equilibri politici.  Massimiliano Cencelli lascia così alla storia della politica italiana non soltanto il ricordo della sua esperienza nella Democrazia cristiana, ma soprattutto un’espressione che, a distanza di decenni, continua a essere presente nel linguaggio quotidiano della politica.

di Fausto Sacco