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Disagio Sociale: Confcommercio registra il punteggio più basso da inizio pandemia

In ECONOMIA
Marzo 07, 2024

A gennaio 2024, l’indice di disagio sociale, monitorato con attenzione da Confcommercio, ha segnalato un calo significativo, posizionandosi a 13,0. Questo valore rappresenta un decremento di 0,2 punti rispetto al mese di dicembre dello scorso anno e segna il livello più basso raggiunto dall’indice dall’esordio della pandemia di COVID-19.

Questo decremento, come specificato da Confcommercio, è essenzialmente da attribuirsi al rallentamento nel tasso di inflazione riguardante i beni e i servizi ad alta frequenza di acquisto, che si è ridotto al 3,5% dal precedente 4,4%. Un dato che suggerisce un allentamento della pressione sui prezzi di quello che comunemente viene considerato il paniere di spesa più sensibile per le famiglie italiane, con un inevitabile impatto positivo sul potere d’acquisto e, di conseguenza, sul livello di disagio percepito dalla popolazione.

In contrasto con questo trend positivo, si è però registrato un modesto aumento della disoccupazione estesa, la quale ha raggiunto l’8,3%, rispetto al 7,9% di dicembre. Tale dato riflette una situazione ancora incerta nel mercato del lavoro, nonostante le politiche attive e gli incentivi all’impiego messe in campo negli ultimi tempi.

Il contesto macroeconomico sembra quindi mostrare segnali misti. Da un lato, l’attenuazione dell’inflazione rappresenta senza dubbio una boccata d’ossigeno per le famiglie che da mesi combattono contro l’impennata dei prezzi e la conseguente erosione del potere d’acquisto. Dall’altro lato, l’incremento, seppur lieve, del tasso di disoccupazione è un monito che non permette di abbassare completamente la guardia.

In questo quadro, il compito delle istituzioni e del sistema economico nel suo complesso è quello di continuare a lavorare per incrementare la stabilità occupazionale e garantire una ripresa economica inclusiva. Solo in questo modo, infatti, si potrà aspirare a una riduzione strutturale del disagio sociale e a uno sviluppo sostenibile nel medio e lungo periodo.

È evidente che i prossimi mesi saranno decisivi per capire se la tendenza positiva dell’inflazione continuerà e se la crescita occupazionale seguirà, permettendo così all’indice di disagio sociale di proseguire la sua discesa. I dati rivelano che la strada verso la normalizzazione, dopo gli anni turbolenti segnati dalla crisi pandemica, è stata intrapresa, ma restano ancora diverse sfide da affrontare per consolidare il percorso verso il recupero economico e sociale.