Sul dissesto finanziario del Comune di Benevento torna a riaccendersi il confronto politico. A intervenire è Maria Carmela Serluca, già assessore alle Finanze dell’amministrazione guidata da Clemente Mastella, che rivendica la scelta compiuta nel 2016 e respinge l’idea che si sia trattato di una decisione politica o di una scorciatoia amministrativa. “A distanza di anni rifarei quella scelta”, afferma Serluca, secondo la quale il dissesto fu “un atto di responsabilità imposto dalla situazione finanziaria dell’ente”. Il punto da cui parte la ricostruzione dell’ex assessore è la situazione trovata al momento dell’insediamento dell’amministrazione Mastella. Una situazione, sottolinea, che non sarebbe nata nel 2016, ma che affonderebbe le proprie radici negli anni precedenti. Serluca richiama in particolare la deliberazione della Corte dei conti del 29 maggio 2014, con la quale era stato bocciato il primo Piano di riequilibrio finanziario del Comune e veniva evidenziata la necessità di arrivare alla dichiarazione di dissesto. “Due anni prima del nostro arrivo”, sottolinea l’ex assessore. Successivamente, ricorda Serluca, il Comune aveva presentato un nuovo Piano di riequilibrio facendo ricorso a una norma che consentiva di riproporre lo strumento. Ma, nella sua lettura, anche quel secondo percorso non avrebbe risolto le criticità strutturali già evidenziate.
Oltre 39 milioni di disavanzo
A pesare sulla situazione finanziaria dell’ente, secondo la ricostruzione fornita dall’ex assessore alle Finanze, c’erano numeri particolarmente rilevanti: oltre 39 milioni di euro di disavanzo tecnico, circa 29,7 milioni di anticipazioni di liquidità, debiti fuori bilancio, passività potenziali e un ricorso all’anticipazione di tesoreria arrivato a circa 17,5 milioni di euro. Un quadro che, secondo Serluca, rendeva particolarmente difficile garantire la normale gestione finanziaria dell’ente. “La riscossione era molto bassa”, sostiene l’ex assessore, ricordando inoltre che tributi e aliquote erano già stati portati ai livelli massimi consentiti prima dell’insediamento dell’amministrazione Mastella. Nonostante ciò, la liquidità disponibile non sarebbe stata sufficiente a sostenere le spese obbligatorie, costringendo il Comune a fare ripetutamente ricorso alle anticipazioni di cassa. È su questo punto che Serluca costruisce la propria difesa politica e amministrativa: il dissesto, nella sua ricostruzione, non sarebbe stato una scelta tra diverse opzioni equivalenti, ma la conseguenza di una situazione finanziaria ormai arrivata a un punto di estrema difficoltà.
“Prima verificammo tutte le alternative”
L’ex assessore respinge anche l’accusa, implicita o esplicita nel dibattito politico di questi giorni, che la dichiarazione di dissesto sia stata adottata senza aver prima valutato altre possibilità. “Prima di dichiarare il dissesto verificammo ogni possibile alternativa, compresa la rimodulazione del Piano di riequilibrio”, afferma Serluca. La scelta finale, dunque, sarebbe maturata dopo aver valutato la possibilità di proseguire sulla strada del riequilibrio. Una strada che, alla luce dei numeri e delle criticità evidenziate negli anni precedenti, sarebbe stata considerata non più sostenibile. Da qui la conclusione dell’ex assessore: “Amministrare significa anche assumersi la responsabilità di decisioni difficili quando i numeri non consentono altre strade”.
La sfida sul terreno degli atti
Il passaggio politicamente più significativo dell’intervento arriva però alla fine, quando Serluca invita chi sostiene che il dissesto fosse evitabile a confrontarsi direttamente con la documentazione. “Chi sostiene il contrario legga integralmente la deliberazione della Corte dei conti del 2014, i Piani di riequilibrio, le relazioni del dirigente finanziario e dei revisori e i dati di bilancio”. Una chiamata in causa degli atti ufficiali che punta a riportare la discussione su un terreno documentale, oltre le contrapposizioni politiche. Il messaggio dell’ex assessore è chiaro: il dibattito sul dissesto può continuare, ma deve partire dalla situazione finanziaria che il Comune presentava nel 2016 e dagli atti prodotti negli anni precedenti. “Le opinioni sono libere, i numeri e gli atti restano”, conclude Serluca. Una posizione destinata inevitabilmente a riaprire il confronto politico sulla gestione finanziaria del Comune di Benevento e, soprattutto, sulle responsabilità che hanno preceduto e accompagnato la dichiarazione di dissesto. Per stabilire quanto ci fosse di inevitabile e quanto, invece, di politicamente evitabile, il vero terreno di confronto resta dunque quello degli atti e dei bilanci.
di Marco Iandolo

