Nel calcio, le tensioni spesso sfociano in momenti di confronto acceso, ma le conseguenze possono essere severe per chi oltrepassa il limite di ciò che è considerato accettabile sul campo di gioco. Questo è esattamente ciò che si è verificato nel recente derby di Coppa Italia, che ha visto protagonisti negativi i giocatori della Roma Gianluca Mancini e Sardar Azmoun. Il giudice sportivo di Coppa Italia, Alessandro Zampone, ha dovuto estrarre la sua penna e scrivere pagine amare per la squadra della capitale.
Il difensore Gianluca Mancini, che ha indossato la fascia di capitano della Roma durante il derby, si è visto recapitare una squalifica di tre giornate di Coppa Italia, condita da una multa di diecimila euro. Il comportamento tenuto dal calciatore a fine partita nei confronti dell’arbitro è stato ritenuto gravemente offensivo tanto da meritare un provvedimento così marcato. Il centrocampista Sardar Azmoun non è stato risparmiato: per un gesto violento ai danni di un avversario, che ha visto l’iraniano scagliare una manata al volto, la squalifica è stata fissata a due turni, accompagnata da una sanzione pecuniaria di cinquemila euro.
Non è solo il campo a risentire dell’eco delle sanzioni, ma anche le tribune, con la Roma sanzionata per 15mila euro a causa del comportamento ritenuto inappropriato dei suoi sostenitori. Un gesto che testimonia l’attenzione della lega sul mantenimento dell’ordine e del rispetto durante gli incontri sportivi. In aggiunta, anche l’assistente di José Mourinho, Nuno Santos, si ritroverà a dover saltare una giornata dopo essere stato espulso insieme ai giocatori.
Si salva a malapena l’immagine calcistica di quella serata, con squalifiche che si estendono oltre i colori giallorossi: anche i giocatori della Lazio Pedro e Luca Pellegrini insieme al milanista Mirante si vedranno costretti a saltare una partita. Lo stesso destino è toccato all’allenatore dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, espulso nel corso dell’incontro con il Milan e successivamente sanzionato a seguito di dichiarazioni ritenute offensive all’arbitro Di Bello in un’intervista.
Per Mancini e Azmoun, le squalifiche avranno effetto nella prossima stagione della Coppa Italia 2024-25, un promemoria amaro di una serata che entrambi saranno desiderosi di lasciarsi alle spalle. Ma il calcio insegna che ogni azione ha una reazione e le regole sono lì per ricordarlo agli attori principali, anche quando l’adrenalina toglie spazio alla ragione. Nel frattempo, la Roma dovrà fare i conti con queste assenze nelle prossime edizioni della competizione e con la necessità di ridefinire il proprio rapporto con quelle linee che separano il fervore agonistico da comportamenti che il calcio, come sport, non può accettare.
