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È Tempo di Riformare i Trattati dell’Unione Europea? Una Priorità per il Prossimo Mandato

In ECONOMIA
Maggio 22, 2024

Mentre l’Europa si avvicina alle elezioni che definiranno la prossima legislatura del Parlamento Europeo, molti si interrogano sulla direzione che l’Unione Europea dovrà prendere nei prossimi anni. Uno dei temi più sensibili e decisivi riguarda la potenziale riforma dei Trattati dell’UE, una questione che il Presidente della Federazione Bancaria Italiana (Febaf), Fabio Cerchiai, non considera affatto un tabù. Durante il suo recente intervento al Rome Investment Forum 2024, Cerchiai ha delineato una visione audace per il futuro dell’Unione, una visione che rappresenta non solo una sfida, ma anche una necessità impellente.

La necessità di una “legislatura costituente”, come suggerita da Cerchiai, riflette una situazione europea in evoluzione, in cui le strutture esistenti e i meccanismi normativi non riescono più a soddisfare pienamente le esigenze degli Stati membri e dei cittadini europei. La questione centrale sollevata include il superamento di prassi quali il voto all’unanimità, spesso visto come un ostacolo verso decisioni rapide ed efficaci, e l’adeguamento delle modalità di finanziamento dell’Unione Europea.

Inoltre, il rapporto di Enrico Letta sul Mercato Unico e le anticipazioni di quello che Mario Draghi presenterà, evidenziano l’inadeguatezza degli attuali meccanismi istituzionali nei confronti delle necessità contemporanee, come il finanziamento di beni pubblici europei essenziali quali infrastrutture sia fisiche che sociali. Questa situazione ha creato una spinta non solo ideologica ma anche pratica verso una riforma profonda dei trattati europei.

Analizzando questo contesto, diventa chiaro che l’approccio non può essere conservativo. L’Europa si trova di fronte a sfide transnazionali che vanno dall’emergenza climatica, alla digitalizzazione, passando per questioni di sicurezza e migrazione. Affrontare questi temi richiede una capacità istituzionale che attualmente sembra mancare, a causa di limitazioni e barriere normative che erano inimmaginabili quando i trattati attuali vennero redatti.

Questo panorama suggerisce quindi la necessità di un dialogo aperto e costruttivo all’interno delle istanze europee, impegnate a riflettere su come armonizzare e aggiornare le strutture per renderle capaci di navigare le tempeste del 21esimo secolo. Sarebbe opportuno, in questo processo, considerare come rendere le istituzioni più agili e più rappresentative delle dinamiche sociali ed economiche attuali.

Il dibattito su una riforma dei trattati non è solo una questione burocratica, ma incide direttamente sulla vita dei cittadini europei. Rinnovare e adattare le fondamenta su cui l’Unione Europea si regge potrebbe significare un’Europa più forte, più resiliente e più unita. E mentre le questioni tecniche e legali saranno senza dubbio complesse, l’obiettivo ultimo deve essere la creazione di un’Europa che funzioni meglio per tutti i suoi abitanti.

Con le elezioni europee in arrivo, diventa quindi essenziale non solo votare, ma informarsi e partecipare attivamente al dibattito su quale Europa vogliamo costruire per il futuro. Come sostiene Fabio Cerchiai, non c’è spazio per considerare le riforme dei trattati un tabù, ma devono essere viste come una leva per rinvigorire e ripensare l’Unione nella sua interezza.