530 views 3 mins 0 comments

Elezioni Regionali in Campania, il rebus di Azione tra centrodestra e candidati civici.

In CAMPANIA, POLITICA
Agosto 24, 2025
Azione, per ora, resta in attesa, osservando con attenzione le mosse del centrodestra.

Le prossime elezioni regionali in Campania si annunciano come una delle sfide più intricate sul piano delle alleanze politiche. In particolare, la posizione di Azione, il partito guidato da Carlo Calenda, appare tutt’altro che definita. Dopo le polemiche in Toscana e Calabria e la linea ribadita a livello nazionale – “nessun sostegno ai candidati del M5S né a esponenti del Pd piegati ai programmi degli ex grillini” – resta da capire se in Campania il partito sceglierà la strada della libertà di voto o un sostegno mirato a un candidato civico o centrista appoggiato dal centrodestra. Calenda, in un’intervista recente, ha chiarito: “Se il centrodestra presenta un moderato liberale con proposte sensate, sì”.    Ma ha anche denunciato un sistema regionale che considera logoro: “Queste elezioni sono una presa in giro dei cittadini: uno può dire tutto e imbarcare chiunque.  Impera il voto clientelare. L’attuale sistema delle Regioni non funziona e andrebbe totalmente rivisto. La gente è stanca e non va più a votare, come dimostra l’alto astensionismo”.   Il centrodestra, tuttavia, non ha ancora trovato la quadra sul candidato. Il nome più accreditato è quello di Giosy Romano, avvocato amministrativista, già presidente del Consorzio Asi Napoli e attuale coordinatore della Zes unica del Sud. Figura tecnica con trascorsi politici, Romano è considerato vicino al vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto e gode di grande stima anche da parte della premier Giorgia Meloni. Tuttavia, all’interno di Fratelli d’Italia non mancano resistenze: l’ala guidata dal senatore Antonio Iannone ha già bocciato l’ipotesi di una candidatura “tecnica”, preferendo un profilo più politico.  Accanto a Romano, circolano anche i nomi di Matteo Lorito, rettore della Federico II di Napoli, e di Giovanni Francesco Nicoletti, rettore della Vanvitelli di Caserta: due figure accademiche che potrebbero intercettare l’area moderata e trasversale. In calo, invece, le quotazioni di Antonio D’Amato, ex presidente di Confindustria, inizialmente tra i favoriti. Quindi, in questo contesto frammentato, la scelta di Azione sarà determinante. Nelle Marche, il partito ha lasciato libertà di voto, mentre in Basilicata ha appoggiato il forzista Vito Bardi, sostenuto dal centrodestra. La Campania potrebbe rappresentare un nuovo banco di prova: se il centrodestra convergerà su un candidato moderato e credibile, Calenda potrebbe aprire alla possibilità di sostegno. In caso contrario, non è esclusa una neutralità di fatto.  Quel che è certo è che la competizione campana si gioca non solo sui programmi, ma anche sul profilo dei candidati: figure tecniche, civiche e moderate sembrano oggi avere più possibilità di aggregare consensi rispetto agli apparati di partito tradizionali.  Azione, per ora, resta in attesa, osservando con attenzione le mosse del centrodestra.

di Marco Iandolo