Una colata di lava proveniente da una frattura eruttiva dell’Etna ha raggiunto quota 1.420 metri all’interno della Valle del Bove. L’attività, iniziata nelle prime ore del 2026, è costantemente monitorata dal sistema di sorveglianza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Osservatorio Etneo di Catania, con rilievi sul campo tuttora in corso da parte del personale specializzato. Secondo quanto riferito dall’Ingv, il campo lavico risulta ancora alimentato, sebbene il tasso effusivo sia debole. L’estensione massima della colata è attualmente di poco inferiore ai 3 chilometri, circa 2,8 km. Parallelamente, continua l’attività esplosiva al cratere Bocca Nuova, caratterizzata da modeste emissioni di cenere che si disperdono rapidamente nell’area sommitale del vulcano. La Protezione civile non segnala, al momento, rischi di impatti diretti sui centri abitati né sulle infrastrutture. Il fronte lavico dista infatti circa 5 chilometri dal centro abitato più vicino, Fornazzo, e la progressione della lava avviene su un tratto a bassa pendenza, fattore che riduce la velocità di avanzamento. A destare maggiore preoccupazione è invece il consistente afflusso di persone, tra turisti e curiosi, che si stanno dirigendo verso l’Etna per osservare da vicino lo spettacolo naturale. Le autorità raccomandano prudenza e invitano a rispettare eventuali limitazioni e indicazioni di sicurezza, ricordando che l’evoluzione dei fenomeni vulcanici può essere rapida e imprevedibile.
di Fausto Sacco

