Tanto rumore, molte riunioni, diversi nomi fatti circolare. Ma quando è arrivato il momento di presentarsi ai nastri di partenza, è mancato il candidato. È questo, in estrema sintesi, l’esito del lungo confronto interno a Forza Italia in Campania, alla vigilia del congresso regionale in programma domani, 9 settembre, all’Hotel Continental di Napoli. Quella che per settimane era stata descritta come una possibile resa dei conti dentro il partito azzurro rischia così di trasformarsi in una consacrazione per Fulvio Martusciello. A mettere nero su bianco il dato politico è stata la comunicazione del segretario nazionale Antonio Tajani: per la guida regionale è pervenuta una sola candidatura. Quella di Martusciello. Il dato formale, però, racconta solo una parte della storia. Perché dietro l’unica candidatura c’è una partita politica che, nelle ultime settimane, ha alimentato incontri, telefonate, interlocuzioni e tentativi di costruire un fronte alternativo. La fronda, almeno nelle intenzioni, aveva provato a prendere forma. Petrarca, De Rosa, Petitto e Bicchielli sono stati tra i protagonisti di una serie di confronti interni finalizzati a verificare la possibilità di mettere in campo una candidatura alternativa. Un’operazione che, però, non ha trovato il suo passaggio decisivo: individuare un nome, raccogliere il consenso necessario e trasformare il dissenso in una vera sfida congressuale. Ed è proprio qui che la partita sembra essersi inceppata.
I numeri della vigilia
A pesare, naturalmente, sono anche i numeri. Secondo le indiscrezioni raccolte negli ambienti forzisti, sarebbero 490 gli amministratori, 4.600 le donne e 2.188 i giovani schierati a sostegno della candidatura di Martusciello. Numeri che, se confermati, fotografano un rapporto di forza difficilmente ribaltabile e spiegano perché, alla fine, nessuno abbia deciso di compiere l’ultimo passo: mettere nero su bianco una candidatura alternativa e portarla fino al voto. Domani, dunque, il congresso si celebrerà regolarmente. Alle 15 si apriranno i seggi per l’elezione del segretario regionale e dei 35 componenti della segreteria. Formalmente sarà un congresso. Politicamente, però, potrebbe essere qualcosa di molto diverso: la certificazione di un equilibrio interno già definito. Martusciello arriva all’appuntamento senza un avversario sulla scheda e con una macchina organizzativa che, stando alle cifre circolate alla vigilia, sembra avere numeri e consenso sufficienti per trasformare l’elezione in un plebiscito.
La vera partita comincia dopo
La domanda, a questo punto, non è tanto chi guiderà Forza Italia in Campania. Su questo, salvo sorprese, il congresso sembra aver già dato la sua risposta. La vera partita riguarda ciò che accadrà dopo. Perché un congresso senza competizione non cancella le tensioni che lo hanno preceduto. Le riunioni, le divisioni, i malumori e le ambizioni rimangono sul tavolo. E soprattutto rimane da capire quale spazio politico verrà riconosciuto a chi, nelle settimane scorse, aveva lavorato alla costruzione di un’alternativa. C’è chi legge questa fase come una semplice trattativa interna, finalizzata a spostare gli equilibri e a ottenere maggiore peso nelle future scelte del partito. Una partita nella partita, dunque, con lo sguardo inevitabilmente rivolto anche alle prossime elezioni politiche e alle candidature per il Parlamento. Se così fosse, la mancata candidatura alla segreteria regionale non rappresenterebbe necessariamente una resa. Potrebbe essere, al contrario, il prezzo di un accordo ancora da definire. Per ora, però, l’unico dato certo è quello scritto nella comunicazione ufficiale: un candidato solo. E domani, al Continental, gli azzurri saranno chiamati a eleggere un segretario regionale. Più che una sfida, sembra ormai una ratifica. Il resto — accordi, equilibri, promesse e possibili ricompense politiche — appartiene al terreno, assai più scivoloso, del retroscena. E qui torna inevitabilmente alla mente la vecchia massima andreottiana: a pensar male si fa peccato. Ma qualche volta, si sa, si indovina.
di Marco Iandolo

