
Una Basilica di San Pietro gremita ha accolto le esequie del cardinale Camillo Ruini, storico presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Vicario di Roma, scomparso martedì sera all’età di 95 anni. A presiedere la celebrazione è stato Papa Leone XIV, che nell’omelia ha ricordato il lungo servizio del porporato alla Chiesa italiana, definendolo un “pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo”. Il Pontefice ha richiamato il motto episcopale scelto da Ruini, Veritas liberabit nos – “La verità ci renderà liberi” –, sottolineandone l’attualità in un tempo segnato da relativismo e incertezze culturali. Un messaggio che, secondo Leone XIV, riassume la profonda concezione della persona umana proposta dalla Chiesa. Nel suo ricordo, il Papa ha evidenziato il contributo decisivo di Ruini alla vita ecclesiale del Paese, dai diciassette anni alla guida della CEI al lungo ministero come Vicario della diocesi di Roma. Tra le iniziative più significative è stato citato il Progetto culturale, pensato per rafforzare la presenza del mondo cattolico nel dibattito culturale, sociale e politico italiano. “La Chiesa italiana gli deve moltissimo”, ha affermato Leone XIV, ricordando anche la fedeltà del cardinale a San Giovanni Paolo II e la sua capacità di mantenere un dialogo costante con il mondo laico. Alla celebrazione hanno preso parte 34 cardinali, tra cui il presidente della CEI Matteo Zuppi, il segretario di Stato Pietro Parolin, il Vicario di Roma Baldo Reina e il cardinale Angelo Bagnasco. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui Alfredo Mantovano, la ministra Eugenia Roccella, Romano Prodi e Pier Ferdinando Casini. Negli ultimi giorni di vita Ruini era assistito nella sua abitazione romana, dove le sue condizioni si erano aggravate. Accanto a lui, fino all’ultimo momento, le religiose che da anni lo accompagnavano. Con la sua scomparsa, la Chiesa italiana perde uno dei protagonisti più influenti della sua storia recente.
di Fausto Sacco


